Chiudi X
PiacenzaSera - Notizie, Cronaca, Sport, Politica di Piacenza
11 luglio 2013
Processo Filosa, il Pm chiede 12 anni. "Non merita le attenuanti"
11 luglio 2013
Alfonso Filosa
Filosa durante una pausa dell'udienza
Filosa con i difensori
Dodici anni di carcere e no alle attenuanti generiche. E’ pesantissima la richiesta di pena del pubblico ministero Antonio Colonna al termine della requisitoria dell’accusa nel processo che vede principale imputato Alfonso Filosa, ex direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Piacenza. Al termine dell’udienza il collegio giudicante, presieduto da Italo Ghitti, con a latere Maurizio Boselli ed Elena Stoppini ha rimandato l’udienza al prossimo 18 luglio quando verrà data la parola alla difesa.  
 
LE ACCUSE - Le accuse sono pesanti: concussione, corruzione e rivelazione di segreti di ufficio a cui il pm ha aggunto l’induzione indebita per alcuni dei casi contestati. La procura, invece, ha chiesto l’assoluzione per Morgan Fumagalli, imprenditore finito nell’inchiesta. 
La condanna a 12 anni è stata chiesta perché - secondo gli inquirenti - Filosa avrebbe chiesto soldi e favori per avvertire in anticipo alcuni imprenditori dei controlli dell’Ispettorato del lavoro o con la promessa di controlli "ammorbiditi". Inoltre avrebbe fatto pressioni, sfruttando la sua posizione, per ottenere benefici, come viaggi - in particolare uno negli Stati Uniti, costato oltre seimila euro - e obbligandone altre ad acquistare dalla società di cui era socio insieme alla figlia delle consulenze fittizie.
Dei 17 casi presi in esame, la procura ha chiesto la condanna solamente per 12 situazioni mentre per altre 5 il Pm non ha rilevato violazioni della legge. Si tratta di una richiesta importante visto che per i reati previsti è il massimo della condanna prevista dal codice penale. 
 
LA DIFESA - Durante il processo Filosa si è sempre dichiarato innocente, sostenendo di non aver mai ricevuto soldi dagli imprenditori e la tesi è stata portata avanti anche oggi dai suoi legali.  "Non accettiamo questa ricostruzione dei fatti - hanno spiegato al termine Luigi Alibrandi e Benedetto Ricciardi - il Pm ha dimenticato di prendere in considerazione alcune testimonianze. Il 18 parleremo noi e ribalteremo le varie ricostruzioni. Ci aspettavamo questa richiesta di pena, ma la valutiamo assolutamente incongrua". La settimana prossima sarà il turno della difesa, ma gli avvocati non si sbilanciano sulla loro richiesta. Però pongono una richiesta alla corte: "Vorremmo - ha detto ancora Alibrandi - arrivare direttamente alla sentenza il 18, subito dopo il nostro intervento. Speriamo che non si trovino scuse per rimandare la sentenza".
 
Commenti (3)

-


-


-

Inserisci commento: