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25 marzo 2014
Amnesty Piacenza in mostra. Marchesi: "L'Italia viola i diritti dei migranti" VD
25 marzo 2014
Piroli e Marchesi
Un giovane visitatrice
La mostra
La mostra
Taglio del nastro
Marchesi primo piano
La mostra
Il ricordo di Livia Cagnani
L'intitolazione del giardino
L'intitolazione del giardino
L'intitolazione del giardino
L'intitolazione del giardino
L'intitolazione del giardino
Taglio del nastro, questa mattina al piano terra della biblioteca Passerini Landi, alla mostra che ripercorre la storia del gruppo piacentino di Amnesty International. Dopo i saluti dell’assessore alle pari opportunità Giulia Piroli (che ha evidenziato le numerose sfide che l’organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani si trova, ancora oggi, ad affrontare) è intervenuto il presidente nazionale di Amnesty Italia, Antonio Marchesi.

"Tra i problemi che riguardano i diritti umani in Italia - ha spiegato quest’ultimo - vi è quello dei diritti dei migranti: è un problema di respingimenti arbitrari, di rifugiati verso Paesi nei quali rischiano di subire torture ed altre violazioni, di detenzione nei CIE-centri di identificazione ed espulsione in condizioni non accettabili e persino un problema di sfruttamento del lavoro degli irregolari". Ancora: "Ci sono problemi di discriminazione per identità di genere o di orientamento sessuale. Problemi relativi ai diritti delle donne, di discriminazione e violenza di cui il femminicidio è l’epilogo tragico in troppi casi". Marchesi ha segnalato anche la necessità di introdurre strumenti che prevengano e contrastino gli abusi da parte della polizia: "non abbiamo un reato specifico nel nostro ordinamento - ha sottolineato. "Avvengono trasferimenti di armi verso Paesi in cui rischiano di essere utilizzati per violare i diritti umani - ha continuato sfogliando "l’agenda" di questioni che riguardano l’Italia.

ASCOLTA L’INTERVISTA INTEGRALE A ANTONIO MARCHESI



Luigi Ferrari, presidente della sezione piacentina, ha voluto ricordare la fondatrice della sezione locale Livia Cagnani. "Grazie a lei, alla sua determinazione e volontà di servire le persone violate nei diritti umane, il gruppo - ha detto - è nato ed è vissuto". Il gruppo, in particolare, ha trattato i casi di una serie di "prigionieri d’opinione dimenticati": "siamo riusciti - ha spiegato Ferrari - a liberarne oltre 25".

ASCOLTA LUIGI FERRARI


Alle ore 11.30, invece, l’area verde di via Bragazzi loc. Ivaccari è stata intitolata a Livia Cagnani, fondatrice del Gruppo piacentino di Amnesty International. L’intrattenimento è stato curato dal Coro di Voci Bianche “Padre Gherardo” Scuola primaria paritaria Casa del Fanciullo.
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