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14 giugno 2017
Rizzi "divorzia" dal Pd. Confronto teso sul secondo turno
14 giugno 2017
la riunione al Teatro Gioia
Lo aveva anticipato subito dopo il risultato del primo turno, e Paolo Rizzi lo ha confermato davanti ai rappresentanti delle liste che lo hanno sostenuto nella sua candidatura a sindaco di Piacenza.

La campagna elettorale del ballottaggio la farà in piena autonomia, senza il supporto di esponenti di partito o assessori della giunta comunale uscente. Il candidato del centrosinistra lo ha spiegato nel corso della riunione plenaria post voto al Teatro Gioia di ieri sera.

Un'impostazione che avrebbe gelato gli esponenti dem, tanto da spingere alcuni ad abbandonare anzitempo l'assemblea. 

Presenti i candidati delle tre liste, Partito Democratico, "Con Rizzi La Piacenza del futuro" e "Piacenza Più" e gli altri sostenitori. Una riunione dal clima non proprio disteso - raccontano alcuni dei partecipanti - che ha visto confrontarsi idee diverse per provare a rimontare il divario con la candidata del centrodestra Patrizia Barbieri.

L'analisi è partita dai numeri, dalla grande astensione registrata e dal vantaggio di voti conseguito dalla Barbieri: al secondo turno l'avversaria partirà infatti con 2769 voti in più rispetto a Rizzi.

Non un gap incolmabile, a patto di mobilitare il più possibile tutti gli elettori che si sono recati alle urne l'11 giugno per farli tornare il 25, data non congeniale perchè cade nel pieno della stagione estiva. 

Rizzi ha portato un valore aggiunto piuttosto limitato alla sua coalizione, con soli 300 voti in più rispetto alla somma delle tre liste. Situazione decisamente diversa per Patrizia Barbieri che ha guadagnato 1347 voti personali rispetto ai partiti a sostegno.

Se si guarda a 5 anni fa il quadro della distribuzione del voto è completamente mutato, con un'emorragia di consensi che investe un po' tutti, a causa della forte astensione. Basti pensare che Paolo Dosi al primo turno raccolse quasi 23mila voti (circa il doppio di Rizzi) e anche Andrea Paparo, con 15mila voti fece meglio dei 14mila e rotti della Barbieri.

Ma torniamo all'assemblea dei sostenitori di Paolo Rizzi: pare proprio che non ci sia stata unità di intenti nella strategia da adottare per cercare la vittoria.

Il candidato ha espresso la volontà di gestire con ampia autonomia questa fase finale della campagna, chiedendo agli ex assessori e anche agli esponenti del Pd di non partecipare ad  incontri ed appuntamenti in programma, preferendo invece il sostegno della lista giovani, "Piacenza del Futuro".

Al contempo ha chiesto di individuare un "procacciatore" di voti per ciascuna delle tre liste, i tre più votati Stefano Cugini, Roberto Colla e Samuele Raggi, coordinati dalla consigliera regionale Pd Katia Tarasconi, incaricati di riportare ai seggi più elettori possibile.

Rizzi avrebbe anche manifestato la volontà di annunciare prima del voto almeno una quota della propria squadra di assessori: scelta che, lo ricordiamo, nel '98 non portò bene all'allora candidato del centrosinistra Mino Politi, sconfitto da Gianguido Guidotti.

Anche questa decisione non ha mancato di suscitare malumori in seno all'assemblea.

Di seguito la NOTA UFFICIALE dell'ufficio stampa di Paolo Rizzi giunta in redazione dopo le 20 e 30

«E ora, rimonta». Rizzi carica i suoi al Teatro Gioia: applausi ed entusiasmo. Parole d’ordine: autonomia, piacentinità e competenza

Rimonta. E’ la parola d’ordine al termine dell’incontro che il candidato sindaco Paolo Rizzi ha convocato martedì sera al teatro Gioia con tutti i rappresentanti delle tre liste a suo sostegno: Piacenza Più, Piacenza del futuro e Pd. E non c’erano solo i quasi cento candidati ma tanti altri simpatizzanti e amici. Una piccola folla che per due ore, dalle 20,30 alle 22,30 ha ascoltato, si è espressa, ha dibattuto. Ma che alla fine è uscita dal teatro caricata a molla. 

La prima parte dell’incontro è stata dedicata all’ascolto di Rizzi, della sua analisi e delle sue intenzioni rispetto alla nuova partita a due che si sta ora giocando con Patrizia Barbieri, candidata per il centrodestra, uscita in vantaggio dal primo turno. 

«Adesso è una partita completamente nuova - ha affermato Rizzi davanti ai suoi - Il confronto non è più tra partiti e liste ma tra due persone e due proposte differenti. La nostra visione di città è la Piacenza di oggi che richiede interventi urgenti per il rispetto delle regole di convivenza (decoro urbano, abusivismo, delinquenza) e di cura del territorio (dal centro storico alle frazioni). Ma anche una visione della Piacenza del futuro che sul tema dell’ambiente, della sicurezza e dello sviluppo economico necessita di cambiamenti radicali; in primis la pedonalizzazione di piazza Cavalli e piazza Duomo, lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle piste ciclabili, la promozione del riuso, del riciclo e del teleriscaldamento. In secondo luogo provvedimenti più efficaci per la sicurezza dei cittadini con il raddoppio delle telecamere e il coordinamento dei gruppo di vicinato. E in terzo luogo uno sviluppo del territorio più sostenibile che premi l’innovazione tecnologica e gli investimenti produttivi che valorizzino il lavoro qualificato dei nostri giovani». 

Paolo Rizzi è poi stato chiaro e deciso nel sottolineare la sua reale autonomia dai partiti pur riconoscendo l’importanza del sostegno del Pd e delle due liste civiche. In particolare il candidato ci ha tenuto a sottolineare come il Pd sia «l’unico partito che abbia dei processi democratici al proprio interno». Mentre nelle liste civiche riconosce «la forza vitale del protagonismo libero dei cittadini e l’entusiasmo generoso dei tanti giovani».  

Davanti alla platea in ascolto ha quindi ribadito con forza la discontinuità della sua proposta e della sua persona rispetto al passato, come dimostra la sua storia di legame con la città, di volontariato culturale e sociale, di cittadinanza attiva e di competenza professionale e accademica. 

E, rimanendo in tema, Rizzi ha enfatizzato come, al contrario, la candidata Barbieri sia espressione di «una visione orientata al passato, alla critica e a vecchie logiche di partito». 

Durante l’incontro non poteva mancare una riflessione sull’astensionismo che ha caratterizzato il primo turno, con quasi la metà dei piacentini che non si è recata alle urne. Paolo Rizzi e tutti i presenti hanno convenuto sulla necessità di rivolgere un appello al voto a tutta la cittadinanza: sia a tutti coloro che si sono astenuti l’11 giugno, sia a coloro che hanno votato per altri candidati ma che ora si possano comunque riconoscere nei valori democratici del candidato Rizzi. «L’alternativa - si è detto - è consegnare la città a un’amministrazione a forte trazione leghista». 

Al termine dell’incontro, dopo un dibattito vivace e plurale, tutti i partecipanti hanno sottolineato con ripetuti applausi il loro convinto sostegno al candidato e alla proposta di innovazione e rinnovamento della città. 
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