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07 dicembre 2017
Consorzio Bonifica: "Tanti interventi nei nuovi comuni del comprensorio"
07 dicembre 2017
Alcuni dei lavori eseguiti dal Consorzio di Bonifica
Alcuni dei lavori eseguiti dal Consorzio di Bonifica
Alcuni dei lavori eseguiti dal Consorzio di Bonifica
San Giorgio Piacentino, Ponte Dell’Olio, Lugagnano, Alseno, Carpaneto Piacentino, Vernasca, Gropparello, Pontenure, Vigolzone e Castell’Arquato.

Sono i comuni (o parte di essi) che sono entrati a far parte del comprensorio del Consorzio di Bonifica di Piacenza.
 
"Sono tanti - fa sapere il Consorzio - gli interventi svolti nelle nuove zone. Opere che hanno avuto diverse finalità e che sono state per lo più concentrate nella gestione e nella manutenzione del reticolo idraulico (regimazione delle acque) e negli interventi di presidio idrogeologico (lotta al dissesto in montagna)".

"Interventi in linea con una delle attività principali del Consorzio di Bonifica che è quella di riduzione del rischio idraulico".

GLI INTERVENTI (Nota del Consorzio di Bonifica)
 
Regimazione delle acque - Diverse sono le opere finalizzate alla regimazione idraulica nei nuovi territori, per far sì che il corso dell’acqua, sapientemente convogliato, non danneggi centri abitati o strade: l’obiettivo è di incanalare le acque piovane per far sì che non allaghino i nuclei abitati, gli edifici agricoli, le strade e i fabbricati rurali.

Si tratta di interventi idraulici ben armonizzati con il contesto naturale (per il tipo di progettazione, l’utilizzo dei materiali utilizzati, l’esito, …) e che permettono, mediante canalizzazione, di far sì che le acque piovane non rechino danni.

Le tipologie di interventi sui canali sono molteplici: decespugliamento, spurgo, pulizia, sagomatura, risezionatura, ricostruzioni, costruzioni di nuovi scarichi, inserimento di valvole o manufatti, difese spondali, tombinature.

Una serie di opere per garantire la sicurezza delle persone e la conduzione di attività vitali e produttive anche nelle più piccole frazioni, evitando pericoli di allagamento e problemi legati al ristagno delle acque.

Una fitte rete di canali indispensabile per abitare, per produrre e per muoversi e che si deve adattare, di volta in volta, alla configurazione di nuovi centri abitati o ai cambiamenti in atto.
 
Lotta al dissesto idrogeologico in montagna - Nei nuovi territori montani si è provveduto a contenere situazioni di degrado del territorio per poter riparare quanto distrutto o deteriorato a causa di frane, smottamenti ed erosioni.

Anche in questo ambito si è trattato di diverse tipologie di interventi: sistemazione funzionale delle pendici, consolidamento dei versanti, contenimento o recupero di zone franose, ripristino degli argini (mediante infissione di pali di castagno o posa di massi), prevenzione e controllo dell’erosione dei terreni, contenimento e rallentamento (mediante briglie, gabbionate, difese spondali, …) del deflusso delle acque, controllo e sorveglianza delle situazioni di criticità geomorfologica, drenaggi sui versanti.

Lavori indispensabili in tema di assetto idrogeologico per risolvere situazioni innescate da eventi piovosi di particolare durata e intensità, da caratteristiche del suolo o geomorfologiche locali.

Coordinamento con le amministrazioni locali - Il Consorzio segue una pianificazione ben precisa a proposito degli interventi da eseguire ma accoglie anche le segnalazioni di privati, amministrazioni locali o associazioni di categoria.

Per gli interventi in montagna finalizzati alla lotta contro il dissesto idrogeologico è fondamentale la concertazione fra Consorzio e amministrazioni locali per la pianificazione degli interventi, che stabilisca gravità e priorità degli stessi.

Proprio recentemente si è riunito, presso il nostro Consorzio, il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna. Durante tale tavolo tecnico sono stati evidenziati gli interventi compiuti (pulizia di corsi d’acqua, interventi di drenaggio o consolidamento di versanti).

Per l’operatività futura invece sono state fatte diverse proposte fra le quali un censimento delle infrastrutture pubbliche del territorio per meglio indirizzare gli interventi di manutenzione.

La necessità di un forte coordinamento fra le parti è d’altronde anche volontà esplicita della nostra regione che si è espressa in un protocollo d’intesa fra Regione Emilia Romagna, UNCEM e ANBI Emilia Romagna.
 
Costi - Per il nuovo comprensorio gestito dal nostro Consorzio, dal 2016, è stato adottato il Nuovo Piano di Classifica degli immobili per il riparto della contribuenza consortile che stabilisce i criteri con i quali calcolare il contributo economico.

Il Nuovo Piano di Classifica stabilisce, nel rispetto della legislazione in materia, i criteri in base ai quali i singoli immobili ricevono benefici dalle opere del Consorzio di Bonifica.

A seconda dell’entità del beneficio ricevuto dall’immobile viene stabilito l’importo del contributo che il beneficiario è tenuto a corrispondere.
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