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07 dicembre 2017
"Universi" al Career Day che apre ai disabili in cerca di lavoro
07 dicembre 2017
in Cattolica il Career day
Il Career Day apre ai disabili in cerca di lavoro

La redazione di "Universi" ha partecipato al "Career day" dell'Università Cattolica di Piacenza. Nell'articolo di Chiara Ruggeri il racconto di un'importante novità di quest'anno

Martedì 14 novembre si è svolta l’edizione numero 17 del Career Day presso l’Università Cattolica di Piacenza con lo scopo di mettere in contatto studenti già laureati o in procinto di laurearsi con numerose aziende in cerca di personale.

L’università si propone dunque di favorire l’ingresso dei propri studenti nel mondo del lavoro offrendo simulazioni di colloqui con possibili futuri datori di lavoro, consulenze nella preparazione del curriculum e un’occasione di maturazione professionale sul piano pratico e concreto come completamento della preparazione teorica fornita dai professori della Cattolica.

In particolare, è molto interessante e positivo che sia stata pubblicizzata un’iniziativa di consulenza gratuita individuale su disabilità e lavoro: “Servizio di incontro domanda/offerta di lavoro da parte dell’Ufficio Collocamento Mirato Disabili” a cura dell’Agenzia Regionale Lavoro.

In pratica, questo servizio è stato presentato per la prima volta nel corso del Career Day perché spesso non è conosciuto dai disabili e, siccome molti di loro ormai frequentano i corsi all’università, è utile informarli di questa possibilità data a tutti i disabili anche non laureati in cerca di un’occupazione il più possibile corrispondente alle loro competenze.

Le persone che si occupano di questo servizio sono due psicologhe, che cercano di consigliare le mansioni più adatte, ma non intervengono né ai colloqui di lavoro né nella fase di inserimento nelle aziende perché hanno il compito specifico di mettere in contatto i disabili con le ditte, che, secondo la legge 68/99, hanno l’obbligo di assumere persone con disabilità.

La volontà di far conoscere ai disabili questo sportello che li può agevolare nella ricerca di un posto di lavoro riflette l’atteggiamento di apertura dell’Università Cattolica nei confronti degli studenti disabili, che vengono molto ben seguiti e agevolati per garantire loro le stesse opportunità date agli studenti normodotati, come ha dichiarato il Dott. Mauro Balordi, direttore della sede di Piacenza, quando è venuto a trovarci in redazione il 26 ottobre scorso.

Spero che questo servizio sia sempre più conosciuto con il sostegno dell’università e che non solo sia tutelata la categoria dei diversamente abili, ma che siano valorizzate le loro competenze e abilità residue, dato che un lavoro dignitoso è un modo molto efficace per garantire un’inclusione non solo teorica, ma anche reale ed effettiva.

Chiara Ruggeri

Sempre nelle parole di Chiara Ruggeri un ricordo del nonno recentemente scomparso

Mio nonno e io: storia di un grande rapporto d’amore e di amicizia

Purtroppo mio nonno non c’è più da oltre una settimana e non è ancora stato assorbito il dolore da parte mia, perché è molto molto difficile accettare che lui mi abbia lasciato senza neanche averlo potuto salutare perché stava troppo male e non me la sono sentita di vederlo ridotto in un letto e alla fine anche con l’ossigeno.

Sono stata senza dubbio poco coraggiosa, ma ho preferito restare col ricordo di lui seduto sulla sua poltrona come faceva sempre e come lo vedevo spesso andando a trovarlo.

Non è stato solo un nonno per me, come succede per tutti i bambini, che sono legati ai nonni perché li viziano e li riempiono di regali; per me è stato la figura di riferimento e mi comunicava un senso di sicurezza e di forza, perché non ha mai mostrato nessun dubbio o incertezza sul fatto che potessi migliorare e ha incoraggiato i miei sforzi senza mai rassegnarsi, dato che ho subito un grave danno cerebrale alla nascita e ho dovuto seguire un intenso programma di riabilitazione che continuo ancora adesso.

Non è stato solo un secondo padre per me, ma anche un amico e un insegnante, perché con lui ho imparato tante cose nuove e soprattutto mi ha insegnato a credere in me stessa e nelle mie possibilità; mi ha anche detto più volte che la vita vale sempre la pena di essere vissuta anche quando si è sfortunati e si hanno gravi problemi di salute.

So quindi che lui ha lottato fino all’ultimo per restare con noi, ma non ci è riuscito e nel momento in cui è volato via io mi sono sentita male anche se non ero con lui, ma ho provato un senso di soffocamento e di stanchezza estrema come se lui volesse ancora darmi un segnale.  
 
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