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01 settembre 2017
Disabilità, lunedì al Daturi il film "Ho amici in paradiso"
01 settembre 2017
Un'immagine del film "Ho amici in Paradiso"
Nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione a cura di Comune di Piacenza, Asp Città di Piacenza, Coopselios e della rete dei servizi territoriali inerenti la disabilità, lunedì 4 settembre, inizio ore 21,30, si terrà la proiezione all'Arena Daturi di Piacenza di "Ho amici in Paradiso", il film di Fabrizio Maria Cortese, girato nella casa San Giuseppe dell’Opera Don Guanella, coinvolgendo gli ospiti disabili residenti nella struttura insieme ad attori professionisti.

La proiezione ad ingresso gratuito è inserita nella rassegna "Cinema Sotto le Stelle".

Il film - "Ho Amici in Paradiso" è il racconto del cambiamento radicale di Felice Castriota, commercialista salentino, condannato a un anno di servizi sociali in un istituto della periferia di Roma, un uomo che ha occhi solo per i soldi e per se stesso e che diventa una persona nuova. 

L’atteggiamento iniziale di rifiuto cambia a poco a poco.Con gli utenti Felice arriverà a scherzare, ubriacarsi e a confidarsi. Scoprirà le loro passioni e i loro sogni, nasceranno amicizie sincere che lo porteranno a rivedere i propri valori.  “Le persone con disabilità si trasformano da oggetto di percorsi di riabilitazione a soggetti di riabilitazione: è questa la vera inclusione sociale”, commenta don Pino Venerito, direttore del centro, al quale nel film presta il volto Antonio Catania.  È stato lui a dare l’ok alle riprese all'interno del Don Guanella, convinto dell’importanza terapeutica dell’arte.

Il regista, Fabrizio Maria Cortese, che per due anni ha tenuto un corso di recitazione al Don Guanella  ha girato un film che vuole ribaltare il punto di vista: i disabili - in Ho amici in Paradiso, come nella vita quotidiana - sono simpatici, affettuosi, dispettosi. Proprio come chiunque altro. Cortese ha deciso di mostrarlo sul grande schermo, affidando agli ospiti del Don Guanella alcuni dei ruoli principali: sono gli stessi disabili a raccontare la disabilità. 

I disabili, nel film, non hanno bisogno di aiuto. Sono i veri eroi e riescono a salvare sotto ogni aspetto chi li circonda, persino fisicamente, quando Felice viene rapito dai mafiosi. Nonostante il tema, il film adotta un registro leggero.  Sull'esempio di successi come l’italiano "Si può faree" il francese "Quasi amici", Fabrizio Maria Cortese ha scelto la commedia per avvicinare il pubblico al tema dell’inclusione. “Spero che il cinema possa sempre affrontare queste tematiche con ironia - osserva - queste persone hanno bisogno di sorridere e noi di riflettere, il loro mondo è stare con gli altri, rappresentano una risorsa per la comunità”.

Nei lunedì precedenti sempre nell’ambito della sensibilizzazione sono stati proiettati con grande partecipazione di pubblico i film in prima visione "La prima meta" di Enza Negroni, sull’esperienza di Giallo Dozza, squadra multietnica di rugby composta dai detenuti della casa circondariale Dozza di Bologna e "Crazy for football", diretto da Volfango De Biasi che racconta l’esperienza della partecipazione della Nazionale Italiana di calcetto ai campionati mondiali per pazienti psichiatrici svoltisi nel 2016 in Giappone.
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