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08 giugno 2017
Allarme siccità, Confcooperative chiede acqua. "Tagliati" 300 ettari di mais
08 giugno 2017
mais
Allarme siccità, Confcooperative chiede acqua per i produttori - La nota stampa

Conserve Italia taglia 300 ettari di mais nella zona piacentina
 
(Piacenza, 8 giugno 2017) - “Confcooperative Piacenza esprime grave preoccupazione per la siccità straordinaria che sta colpendo gli agricoltori, sia per le coltivazioni in atto sia per quelle già in fase di raccolta che hanno subito danni”.  Lo dichiara Daniel Negri, presidente di Confooperative Piacenza. “La nostra Organizzazione – aggiunge – chiede che venga messa a disposizione l’acqua che i produttori si impegnano a gestire con la massima consapevolezza e razionalità”.

A seguito dell’allarme siccità che sta interessando la zona piacentina, Conserve Italia ha immediatamente deciso di intervenire con un’azione forte e incisiva. “Abbiamo già tagliato oltre 300 ettari del programma mais nell’areale piacentino – spiega Maurizio Gardini, presidente Conserve Italia -, con un danno per le aziende agricole che avevano già fatto la programmazione colturale e per l’intera filiera, perché i nostri clienti andranno ad acquistare il prodotto all’estero. Per quanto riguarda le colture in atto – conclude Maurizio Gardini -, stiamo completando la raccolta del pisello con una resa produttiva inferiore di circa il 20% rispetto all’anno scorso, riduzione che in alcune aziende ha toccato anche quote del 40 e 50%”.

Siccità. L'Emilia-Romagna verso la richiesta dello stato di emergenza nazionale

L'obiettivo è giungere nel più breve tempo possibile al riconoscimento da parte del Governo. Il 9 giugno incontro in Regione per fare il punto della situazione

Bologna - La Regione Emilia-Romagna ha attivato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito il territorio. Il 9 giugno, è convocato a Bologna un incontro con i soggetti interessati per raccogliere tutte le informazioni utili a motivare adeguatamente l’istanza da presentare al Dipartimento nazionale di protezione civile. Coordinati dalla Regione, parteciperanno alla riunione l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile, Atersir, Arpae, Anbi (Associazione nazionale bonifiche) e Cer (Canale emiliano-romagnolo).

Il tema siccità è già stato affrontato lo scorso 29 maggio nell’ambito dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto idrografico del fiume Po, ma la Regione Emilia-Romagna – unica interessata dalla criticità – ha deciso di chiedere autonomamente lo stato di emergenza, anche per giungere il prima possibile al suo riconoscimento. Se autorizzato dal Governo, permetterà di mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori agricolo e potabile.

Le scarse precipitazioni cumulate da ottobre 2016 ad oggi hanno inciso sulla ricarica delle riserve idriche, sia degli invasi superficiali che nelle falde.

I deficit maggiori si riscontrano nelle province di Piacenza e Parma dove, fino allo scorso maggio, le piogge cumulate risultano inferiori del 40-50% rispetto a quelle attese (ossia tra 200 e 300 mm in meno). Consistenti, ma meno intense, le carenze idriche nella parte centro-orientale del territorio dove si riscontrano deficit percentuali tra 20 e 40% (reggiano, modenese e gran parte della Romagna) e inferiori al 20% (ferrarese, bolognese e aree limitrofe del ravennate). Solo la costa risulta esclusa dalla situazione di difficoltà.
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