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Biffi Arte – “FIGURATIVAMente. Cinque percorsi intorno alla figura”

07/09 » 05/10/19

: Biffi Arte - Biffi Arte, Via Chiapponi, Piacenza, PC, Italia

La mostra “FIGURATIVAMente. Cinque percorsi intorno alla figura” apre le attività espositive della Galleria Biffi Arte dopo la pausa estiva e offre, attraverso il lavoro di cinque artisti estremamente eterogenei per mezzi espressivi, formazione e sensibilità, un interessante overview sulle possibili forme del linguaggio figurativo.

Dal 7 settembre – giorno dell’inaugurazione (ore 18) – al 5 ottobre, in linea con i caratteri di una tendenza neo-figurativa, già in essere all’inizio del Novecento, Sergio Brizzolesi (scultore), Anna Guglielmetti (ceramista), Gabriele Maloberti (pittore), Alessandro Vasapolli (fotografo) e Franco Zucchella (pittore) offriranno ai visitatori la possibilità di ammirare un lavoro di ricerca che ha al suo cuore la figura umana, declinata nelle sue varietà espressive e in dialogo con il rigore della tecnica.

Nascono cinque diversi percorsi che, cercando di affrancarsi da territori stereotipati, riconducono la figura umana, sia maschile che femminile, all’attenzione dello sguardo critico, conservandone la poetica riconoscibilità.

SERGIO BRIZZOLESI – “Regine”

[…] Carezze, soprattutto di sguardi, che chiedono le sue “regine”. E per lui, va detto subito, ogni donna è una “regina”, che abbia o no un nome proprio. In queste figure il meditativo scultore diventa poeta, si lascia incantare da un mondo barocco, una ridondanza, che mentre veste le sue figure femminili, le fa apparire ancor più seducenti, affascinanti e ci obbliga a pensarle, immaginarle nude, non per un basso impulso erotico, ma per poterle cogliere nella loro misteriosa e segreta essenza, nella loro magia che unisce il presente fenomenico che le mostra presenti, immanenti, con l’evocazione di un apparire che viene da lontano. Anzi è senza tempo: si sospende ogni temporalità nei grandi gioielli a borchie, nei capelli al vento o acconciati con fogge d’antiche sculture però mai viste, completamente inventate.

Marzio Dall’Acqua

ANNA GUGLIELMETTI- “Corpo cavo”

[…] Non ha paura di mettere le mani nel cuore della terra, Anna Guglielmetti: modellare, plasmare, cuocere per restituire terra alla terra, in un paziente lavoro di trasformazione che annoda il fare dell’artista alle procedure più primitive di un’arte antica. Guglielmetti padroneggia con abilità le tecniche, il raku in preferenza ma non solo, combina le terre, le mescola, le lavora e le pigmenta. Nasce un pantheon di forme arcaiche e eterne, corpi cavi in cui ritrovare paradigmi universali ma anche, e non accidentalmente, il corpo di un femminile antico, lunare e generoso che, come crisalide, esce dai forni di questa moderna Estia, senza fatica.

Susanna Gualazzini

GABRIELE MALOBERTI – “Donna, mistero senza fine bello”

[…] La perfezione dei volti e delle figure, gli equilibratissimi valori tonali e l’attenzione posta a restituire una sensazione che, pur partendo da una connotazione realista, restituisce quel senso di intima sospensione e raccoglimento, proprio della ritrattistica antica, ne fanno una pittura di alto livello, senza tempo e confine, espressione di una ricerca, concentrazione e dedizione assoluta verso la quale la mia penna si zittisce non trovando parole degne.

Francisco Gil Tovar

ALESSANDRO VASAPOLLI – “DéVoilées”

[…] L’arte fotografica di Alessandro Vasapolli nasce da quella particolare fascinazione che chiamiamo “bello”. Ma non è estetizzazione superficiale. Vasapolli astrae, potenzia, armonizza colori e forme, crea un ritmo, coordina energia e struttura e arriva così a quel carattere universale che chiamiamo “bello”: un equilibrio di forze tra percezione sensoriale e significati.
Restio a ogni classificazione, il lavoro fotografico di Vasapolli esprime i principi fatti propri durante gli anni di studio e di ricerca: un modus operandi scientifico coniugato all’ amore verso le humanities liberamente reinterpretate.

Valerio Consonni

FRANCO ZUCCHELLA- “Vir viri”

[…] E’ un maschile spezzato, quello che abita le tele di Franco Zucchella, il racconto di un eroe che porta iscritti nella carne i segni di un misterioso sacrificio, come una tramatura gloriosa. Ma anche nella sconfitta, i suoi viri possiedono lo spazio con una centralità che li rende magnetici e non consente di voltare lo sguardo. Zucchella lavora nelle pieghe della carne, che illividisce con una palette forte ma misurata, facendo affiorare la traccia di un tormento che dallo spirito trasmigra nel corpo. E’ la narrazione di esistenze fragili eppure potenti, che Zucchella restituisce con tecnica solida, su fondi scabri, in cui il colore si sfalda ma conserva intatta la propria luce. .

Susanna Gualazzini

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