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Libertas L'eterna primavera

Conversazione “Libertas. L’eterna primavera”

22/01/19

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 15

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Martedì 22 Gennaio 2019 alle ore 15 presso la sede del Centro Culturale Italo-Tedesco (via San Marco, 27 Piacenza) si terrà la conversazione di presentazione dello spettacolo teatrale “Libertas. L’eterna primavera” che andrà in scena in prima assoluta venerdì 25 e sabato 26 Gennaio alle ore 21 presso il Teatro San Matteo di Piacenza.

Il progetto porterà alla ribalta con uno spettacolo inedito la figura di Libertas Schulze-Boysen e la resistenza al regime hitleriano della Rote Kapelle. 
All’incontro saranno presenti l’autore, Nicola Montenz e l’interprete, Silvia Zacchini, coordinati da Eleonora Bagarotti.

Tra il 22 dicembre 1942 e la seconda metà del 1943, circa cinquanta civili tedeschi, condannati a morte dalla Corte marziale del Reich hitleriano, furono assassinati nella prigione di Berlin-Plötzensee. Tra loro, ufficiali, ministeriali, medici, scrittori, scultori, accademici e molte, moltissime donne di età compresa tra i 18 anni e la maturità avanzata. Colpevoli di aver svolto attività di resistenza, di informazione, di propaganda.

L’opera di Montenz prende spunto dalla figura di Libertas, donna di grande fascino e di doti artistiche notevolissime, che spaziavano dalla musica alla poesia e alla narrativa, moglie di una delle menti del gruppo berlinese, Harro Schulze-Boysen Addetta stampa della Metro-Goldwyn-Mayer a diciannove anni, scrittrice indipendente a poco più di venti, critica cinematografica presso il ministero della Propaganda a ventotto, Libertas fu decapitata a ventinove, dopo essersi impegnata segretamente nella resistenza per oltre un lustro, al fianco del marito Harro, tenente dell’Aeronautica.

Il suo percorso di vita, in cui il desiderio di vivere la propria giovinezza si intreccia disperatamente alla necessità di opporsi all’orrore quotidiano della discriminazione, della violenza eletta a norma di vita e dell’odio per ogni forma di diversità, è simbolo di un’altra Germania, consapevole intenta a rivendicare la propria umanità a qualunque prezzo, non senza ombre, dubbi o intima disperazione, certo, ma con coerenza e generosità.

Il monologo teatrale L’eterna primavera ricostruisce l’ultima ora di Libertas in uno spazio ideale, oscillante tra le mura di una cella e i percorsi della memoria, in cui si ricostruiscono il passato favoloso di una donna brillantissima, ma anche la presa di coscienza della necessità di un percorso nel buio, nel terrore quotidiano, nell’ansia per il proprio destino – pur di restare umani.

Al passato e al presente di Libertas, così, si fondono i vissuti dei suoi amici, le loro convinzioni. Nelle tenebre della serata del 22 dicembre 1942, oscilla una fioca luce, da cui emana la gioia muta e profonda testimoniata dalle ultime lettere di Libertas alla madre: la consapevolezza di aver agito rettamente e di poter così restare per sempre immersa in una «eterna primavera», nella luce dei giusti, stretta al marito e agli amici più cari, destinati a morire insieme a lei.

Scritto per una voce femminile, come terzo pannello di un polittico scenico dedicato alla resistenza tedesca, il monologo intende diffondere attraverso il veicolo teatrale i valori profondi e l’afflato etico da cui furono animati Libertas e quanti condivisero il suo destino.

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