Fino all’8 settembre il Centro Arte Perini di Castelvetro Piacentino ospita la mostra personale di Elena Borboni dal titolo “I colori della meraviglia. Viaggio al centro della vita”, un percorso espositivo che raccoglie una selezione significativa della sua produzione pittorica, sviluppata lungo una ricerca incentrata sul rapporto tra essere umano, natura e cicli dell’esistenza. Il titolo della rassegna individua, infatti, immediatamente il nucleo tematico dell’esposizione. La meraviglia della vita, nelle opere di Borboni, rappresenta infatti una dimensione generatrice di immagini, forme e simboli che prendono corpo attraverso il colore e la materia. Ogni lavoro si configura come una narrazione aperta, capace di evocare sensazioni, ricordi e stati interiori, all’interno di una trama visiva dove il dato naturale si intreccia costantemente con quello simbolico.
Nata a Ome, nel cuore della Franciacorta, e successivamente trasferitasi a Brescia, ha maturato un percorso artistico caratterizzato da una continua riflessione sull’esistenza e sui processi che regolano la crescita, la trasformazione e il rinnovamento. Dopo la formazione presso la Scuola d’Arte e l’esperienza dell’insegnamento all’interno di una propria scuola di pittura, l’artista ha sviluppato un linguaggio personale nel quale la componente figurativa si fonde con elementi allegorici e archetipici. «Al centro della sua ricerca – spiega il curatore, Simone Fappanni – si collocano temi ricorrenti: la terra come origine e nutrimento, la luce come principio vitale, la natura come spazio di relazione e appartenenza, il tempo inteso come successione di stagioni, mutamenti e rinascite. Si tratta di motivi che ritornano sotto forme differenti e che costruiscono, opera dopo opera, una sorta di racconto continuo. Rose, alberi, semi, spirali, germogli e soffioni compaiono frequentemente nella sua produzione. Questi elementi assumono il ruolo di segni attraverso i quali viene rappresentata la continuità dell’esistenza. Le forme vegetali si trasformano in metafore di sviluppo e cambiamento; i movimenti circolari suggeriscono processi ciclici; le espansioni luminose richiamano l’idea di energia e di trasformazione. La natura diviene così una grammatica visiva che permette all’artista di tradurre in immagine percezioni, pensieri e sentimenti. «Dipingo cercando di esprimere tutta me stessa – afferma l’artista – un gioioso senso di me sancito da una miriade di sensazioni e pensieri in un intreccio che mi lega alla natura, alla bellezza, all’amore, alla vita. Cerco l’essenza nella mia anima per trasmettere, attraverso metafore, simboli, colori e luce, il significato primitivo e profondo del miracolo della vita, nostra e della natura. A livello cromatico prediligo delle sfumature unite a materie. Colori che si accordino alla vibrazione della luce. Una progettualità che si rinnova ogni volta, dando al quadro unicità ed irripetibilità».