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La creatura ininterrotta

Mostra “La Creatura Ininterrotta”

24/02 » 18/03/18

EVENTO GRATUITO
: Biffi Arte Biffi Arte, Via Chiapponi, Piacenza, PC, Italia

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Con La Creatura Ininterrotta, titolo della nuova mostra di Tiziana Cera Rosco, l’artista espone una serie di lavori, dalla performance alla scultura, passando per la fotografia e l’installazione, che mostrano un filo conduttore sottostante la sua ultima produzione, Holocene.

Cresciuta nel parco nazionale d’Abruzzo, rintracciamo in lei una matrice sacra e naturale, una sorta di genesi mai esauribile. La performance Patientia, presentata negli scatti di Yari J.Montemagno, e che è una lentissima preghiera deformante, è nata e si è conclusa proprio nel bosco del lago di Barrea, in cui risiedono le sue origini, un bosco di salici argentati sommersi per la maggior parte dell’anno, i cui tronchi sembrano zampe e la cui caduta stabilisce la nascita di un nuovo tronco. Ed è proprio questa forma di rigenerazione continua che troviamo anche all’interno del lavoro dell’artista. Dai materiali scelti (il gesso usato negli ultimi calchi è lo stesso gesso usato nelle performance e ugualmente si può dire per l’uso delle radici e della canapa) ai temi affrontati.

Il nucleo centrale della produzione dell’artista è il corpo, da cui potremmo rintracciare una sorta di biografia rituale, tenuto conto che Cera Rosco usa il proprio come matrice per ogni opera. Ma con l’ultima produzione si compie una sintesi più compiuta, in cui i luoghi suggeriscono l’anima del lavoro. Se prima era stato il suo luogo di nascita a far emergere l’espressione di una profonda ritualità, nei nuovi lavori troviamo il primordiale di un altro luogo: l’Islanda. Infatti il ciclo delle sculture Holocene nasce dopo un lungo viaggio nell’isola più primitiva del nord Europa, l’Islanda, che sintetizza con i suoi ghiacci e i suoi fuochi, una sorta di genesi mai estinguibile.

I corpi che ci vengono presentati paiono reperti, resti rinvenuti da un passato remotissimo, che hanno subito metamorfosi non si comprende se durante la loro vita o in seguito ad essa. Si rimane così nell’ambiguità del capire se sono forme che ci hanno preceduto o resti di noi, per come ci ritroveranno nel futuro, primitivi come siamo. I materiali usati sono il gesso, la canapa, il bitume a cui si uniscono reperti animali e vegetali. Sembrano corpi che declinano una preghiera, l’emersione di quanto ha resistito al tempo ed è per questo divenuto eterno a se stesso, il rintracciamento di qualcosa di sacro a cui l’artista non smette di lavorare.

Ogni frammento di corpo porta come titolo un frammento di versi di Cera Rosco. Ricordiamo “il mio fondo inumano sarà manifesto”, “vedremo il nostro linguaggio scoperchiarsi”, “sono l’animale a cui non ho più bisogno di credere” “my hearth is not here”: sembrano suggerirci ciò che la poesia ci impedisce di dimenticare, ossia l’enigma che riguarda la vita per quel che è e che non recuperiamo mai in forma narrativa ma solo per illuminazioni. Ed è cosi che l’artista affida al suo autoritratto “il mio ultimo giorno in me” l’immagine della mostra: un bacino spezzato dalla cui dolcezza viene rilasciata un’ernia inguinale.

Cera Rosco ha sempre lavorato esclusivamente con l’immagine del proprio corpo e con la propria figura, usandola cosi tanto, dagli autoscatti, ai calchi sempre originali (data la sua ossessione per l’opera non riproducibile),  da far “scomparire” la sua figura, superandola in un universale. L’installazione Anthurium – che è il nome di un fiore, il primo che l’artista ha usato nella sua produzione fotografica- richiama il tema del perdono, e insieme a quello della deposizione, è l’altra dominante della produzione dell’artista: 490 piccoli corpi che richiamano la frase del vangelo “quante volte bisognerà perdonare? 70 volte 7”, una riflessione sulla sufficienza o meno del perdono e sull’essere fatti a immagine e somiglianza di Chi.

Tiziana Cera Rosco
La creatura ininterrotta

A cura di Davide Brullo
Galleria Biffi Arte | Piacenza
Antico Nevaio
Dal 24 Febbraio al 18 Marzo 2018
Inaugurazione | Sabato 24 Febbraio ore 18.00

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