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Off Brera

“Off Brera” – Sei percorsi per sei nuovi orizzonti

24/03 » 29/04/18

EVENTO GRATUITO
: Biffi Arte Biffi Arte, Via Chiapponi, Piacenza, PC, Italia

Attenzione l'evento è già trascorso

Galleria Biffi Arte | Piacenza
Antico Nevaio
Dal 24 Marzo al 29 Aprile 2018
Inaugurazione | Sabato 24 Marzo ore 17.00

Off Brera, è uno sguardo sul futuro dei ragazzi dopo gli anni dell’Accademia. Artisti, giovani alla ricerca di una strada, di un linguaggio espressivo proprio, che può essere tra quelli esplorati durante gli anni di studio, ma anche del tutto diverso. Per alcuni il percorso appare semplice, lineare, già definito da un talento evidente, per altri invece la strada appare nuova all’improvviso.

Alcuni esplorano di continuo tracciati inediti, altri cercano di unire talento e stabilità, indagando le possibilità dell’insegnamento o quelle nell’ambito del design. In comune tutti hanno la spinta costante alla ricerca. Perché questa, di là di ogni specifico percorso, è la peculiarità, l’impronta che lascia l’Accademia: l’urgenza a guardare sempre avanti, a incamminarsi per vie diverse di espressione, sperimentando tra linguaggi e materiali. Senza porre limiti nel percorso creativo.

E questa è la differenza, lo stigma dell’Accademia di Brera, il segno che più di ogni altro fa la differenza tra Accademia e percorsi di studi diversi. 
I sei artisti presenti in questo group show (Yuki Aoki, Alessio Barchitta, Daniele Fabiani, Domenico Liguigli, Valeria Manfredda e Julian Soardi) applicano alle proprie radici l’irrinunciabile spinta alla sperimentazione, e danno voce creativa a quel sentire profondo  che si portano dentro e che segna l’inizio della loro storia.

Yuki Aoki appartiene a una cultura in cui la carta ha un significato quasi sacro: kami, in giapponese, significa carta, ma anche “Dio, divinità che si esprime nella natura”. Ecco allora che lavorare la carta, per un giapponese, significa ricercare un rapporto spirituale, profondo, personale con l’ambiente e con la natura.
Alessio Barchitta la sua Sicilia l’ha stampata dentro e nei suoi strappi al silicone ha trovato forma, modo e materiale per raccontarne le architetture e le tracce.

Per Daniele Fabiani, la valle lombarda, in cui è cresciuto, è la lente attraverso la quale guardare il mondo. E ovunque se ne rintracciano i segni: nei tratti, scorci di volti che si immergono nei laghi, o nei materiali, i legni che non può impedirsi di flettere e rivestire di colore – non colore: è il bianco velato che percorre tutta la sua ricerca.

Domenico Liguigli, vola e spazia tra linguaggi e materia, cerca segni con cui marcare la sua storia, consapevole che solo il tratto creativo resta, esplora a tutto tondo, cerca la luce in uno spaccato di marmo che prima brucia, o nei dipinti a olio dove un punto bianco fende il nero assoluto. Ma la sua installazione può essere, ed è stata, anche solo UN punto, un segnale di luce. La sua.

Per Valeria Manfredda l’arte è luce, un percorso che deve lasciare tracce, con fibra ottica, o nei riflessi e nei bagliori dell’acciaio e del rame, elementi che forgia perché moltiplichino i bagliori del sole.

E infine il mare, luogo imprescindibile della sua storia personale, entra nel lavoro di Julian Soardi, in forma di ghiaccio. La sua è una riflessione sul rapporto fra mente e percezione visiva: una ricerca in cui, come dice l’artista stesso “L’incorporeo che si presenta ai nostri occhi ha le sembianze di una presenza immateriale”. Perché siamo all’apice della smaterializzazione dell’individuo e la materia non lascia più traccia.

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