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Pizzighettone

Piacenza 1547: come ammazzare un duca – Spettacolo di narrazione storica

25/08/18

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 21,30

Attenzione l'evento è già trascorso

Piacenza 1547: come ammazzare un duca – Spettacolo di narrazione storica (Pizzighettone, 25 agosto)

Quando: sabato 25 agosto 2018, ore 21:30
Dove: Pizzighettone, cerchia muraria (Piazza d’Armi)
Che cosa: storia del Rinascimento
Come: spettacolo di narrazione storica

Piacenza 1547: come ammazzare un duca è il titolo dello spettacolo di narrazione storica in programma a Pizzighettone nella serata di sabato 25 agosto (ore 21:30).
Ideato e condotto dallo storico Davide Tansini, l’evento racconta la congiura contro il duca di Piacenza e Parma Pier Luigi Farnese (1503-1547), figlio del papa Paolo III (1468-1549), culminata nel settembre 1547 con il suo omicidio all’interno della Cittadella Viscontea di Piacenza (Palazzo Farnese).
Lo spettacolo si sviluppa lungo un percorso a tappe nelle antiche mura di Pizzighettone, illuminate in parte con torce e fiaccole.

La trama
Lo scenario della vicenda sono le guerre che attraversano l’Italia nella prima metà del XVI secolo, scatenate dalla lotta tra la Spagna degli Asburgo e la Francia dei Valois-Angoulême per il predominio sulla Penisola.
Numerosi gli antefatti della congiura: la cessione di Parma e Piacenza agli Stati Pontifici (1521); il sacco di Roma a opera dei Lanzichenecchi (1527); la morte dell’ultimo duca sforzesco di Milano Francesco II (1535); la devoluzione del Ducato di Milano all’imperatore (e Re di Spagna) Carlo V d’Asburgo e l’investitura a nuovo duca milanese del figlio dello stesso Carlo, Filippo (1542).
Soprattutto, l’elezione al soglio pontificio del cardinale Alessandro Farnese (Paolo III, 1534). Personaggio dall’intelligenza vivace, ma anche dedito ai vizi e ai piaceri (particolarmente amante del vino e delle donne), nella sua lunga e tortuosa scalata al potere porta con sé i numerosi figli. Fra questi il primogenito e prediletto Pier Luigi, forse avuto dalla nobildonna romana Silvia Ruffini nel 1503.

Ribelle, irrequieto, esuberante ben oltre il limite della tracotanza e della brutalità, eccessivo e stravagante, così pure intelligente e amante dei vizi come il padre, sin dalla nascita Pier Luigi diventa parte delle manovre di potere che il casato farnesiano compie presso la corte romana.
Pier Luigi intraprende il mestiere delle armi. La sua indole lo porta a dimostrarsi coraggioso, forte e audace in battaglia, ma anche efferato nelle sue azioni: addirittura, guida una parte delle truppe imperiali durante l’occupazione e il sacco di Roma nel 1527 (preservando però il palazzo e i beni di famiglia durante il saccheggio). La violenza delle sue scorribande nella Campagna Romana (rapine, omicidi, profanazioni) gli procura un anatema dello stesso pontefice: maledizione che Pier Luigi e il padre Alessandro riescono a far ritirare soltanto con molta fatica.
Divenuto papa, Paolo III cerca di ottenere per la propria famiglia (già signora su molte terre fra Lazio, Toscana e Umbria) zone di potere sempre più estese all’interno degli stati pontifici.

Dopo la nomina a gonfaloniere della Chiesa, l’investitura a duca di Castro da parte del pontefice (1537) e quella a marchese di Novara da parte dell’imperatore (1538), Pier Luigi coglie l’occasione di diventare feudatario di Piacenza e Parma: territori periferici del dominio pontificio, non lontani da Milano, in cui i Farnese vedono grandi potenzialità politiche ed economiche.
Nell’agosto 1545 Paolo III firma la bolla di investitura per il figlio e nel mese successivo Pier Luigi Farnese fa il suo ingresso in Emilia come duca di Piacenza e Parma.

In Emilia il nuovo duca intraprende numerose azioni a favore della popolazione locale (apertura di scuole, riparazione di strade e ponti, abolizione di tasse e di esenzioni ingiustificate a queste, regimazione delle acque). Ma i rapporti con il notabilato (soprattutto, con quello piacentino) sono molto tesi: mal sopportato è il carattere irruente del primogenito di Paolo III (molti lo chiamano spregiativamente «il bastardo del papa»); mal sopportate sono alcune sue decisioni (la costruzione di una nuova cittadella, la redazione di nuovi registri del censo); soprattutto, mal sopportata è la presenza di un sovrano de facto, ritenuto troppo energico e risoluto rispetto ai precedenti governatori pontifici (e perciò troppo scomodo).

Con l’indiretta approvazione dell’imperatore e la complicità del governatore di Milano Ferrante Gonzaga (acerrimo nemico di Pier Luigi), una parte dei nobili ordisce una congiura per eliminare il poco amato Farnese. A capo della cospirazione Girolamo Pallavicino, Agostino Landi, Giovanni Anguissola e Gian Luigi Confalonieri (PLAC diviene l’acronimo che identifica i loro quattro cognomi). La trappola scatta il 10 settembre 1547: un gruppo di congiurati riesce a introdursi nelle sale della Cittadella Viscontea che ospitano il duca e lo uccide a pugnalate, gettandone poi il cadavere nel fossato della fortezza.

Dopo l’omicidio di Pier Luigi Ferrante Gonzaga fa occupare gran parte dei territori farnesiani in Emilia: pur interrotto e contrastato, il dominio imperiale permane fino al 1556 (ma la guarnigione asburgica della Cittadella Farnesiana di Piacenza abbandona la fortezza soltanto nel 1585). Affrontando molte difficoltà, i discendenti di Pier Luigi sfruttano abilmente l’appoggio di Paolo III e la parentela con la casata degli Asburgo e riescono a entrare al servizio dell’imperatore: un po’ per ricompensa, un po’ per il mutare degli equilibri politici, i Farnese ottengono la restituzione del dominio emiliano (mantenendone il controllo fino al 1732).

Lo spettacolo
L’evento è ispirato al modello del teatro di narrazione. Propone in forma piacevole e coinvolgente le vicende del complotto del 1547: toni colloquiali, vivaci, a tratti ironici, ma rispettosi dei contenuti storico-scientifici (il racconto è basato sugli esiti delle ricerche storiche condotte da Davide Tansini).
Non soltanto cronistoria e biografia nel racconto di Tansini:anche cultura, curiosità, economia, tradizioni della Valpadana rinascimentale.
Organizzato dal «Gruppo Volontari Mura» di Pizzighettone, l’evento fa parte della serie itinerante di spettacoli «Racconti d’estate», che nella stagione 2018 ha toccato Liguria e Lombardia.

Informazioni
Lo spettacolo di narrazione storica Piacenza 1547: come ammazzare un duca si svolge a Pizzighettone sabato sera 25 agosto 2018 con inizio alle ore 21:30 dall’Ufficio Informazioni di Piazza d’Armi (lato cerchia muraria). Il percorso è in parte entro ambienti coperti: l’evento ha luogo anche in caso di maltempo. Contributo: 5 € (bambini fino a 10 anni gratis). Non è richiesta la prenotazione. I cani sono ammessi. Durata: 90/100 minuti.
Recapiti: 349 2203693 – eventi@tansini.it – www.tansini.it/it/piacenza-1547-come-ammazzare-un-duca.html – www.facebook.com/piacenza1547

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