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Un altro me

Presentazione film “Un altro me”

08/02/18

EVENTO A PAGAMENTO
: Cinema Corso Cinema Corso, Piacenza, PC, Italia - Inizio ore 21

Attenzione l'evento è già trascorso

Giovedì 8 febbraio alle ore 21 presso la Multisala Corso, Corso Vittorio Emanuele II n° 81 a Piacenza, si terrà la presentazione della pellicola “Un altro me” incentrato sul decennale lavoro del C.I.P.M. (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione) presso il Carcere di Bollate.

Il film segue per un intero anno all’interno del carcere il lavoro dell’equipe milanese formata da criminologi, psicologi e terapeuti insieme ad un gruppo di autori di reati sessuali per impedire il rischio della recidiva.

L’equipe fa parte dell’Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali, progetto creato ormai oltre dieci anni fa dal CIPM di Milano e primo in Italia per questo settore.

“L’interesse per il trattamento degli aggressori sessuali nasce dal fatto che le violenze sessuali rappresentano un problema grave per la nostra società che genera esiti distruttivi” – racconta il criminologo e coordinatore dell’equipe Paolo Giulini -. “Il nostro progetto è una sfida tesa a dimostrare che esiste un modo etico per proteggere la collettività e ridurre le vittime”

Alla proiezione saranno presenti, oltre al regista Claudio Casazza, i presidenti del C.I.P.M. di Milano, Dott. Paolo Giulini, e del C.I.P.M. Emilia, Dott.ssa Silvia Merli. La pellicola ha ottenuto numerosi premi tra cui il premio My Movies “Il cinema dalla parte del pubblico” presso il Festival dei Popoli 2016, il Premio del pubblico al Mese del Documentary IV edizione ed è candidato al David di Donatello nella sezione Documentari.

“Ho deciso di fare questo documentario dopo aver assistito a un incontro aperto di due ore tra i condannati e gli operatori che fanno parte del progetto e aver visto, da entrambe le parti, l’incredibile materiale umano che avevo di fronte” –  racconta il regista Caludio Casazza ”Credo che il documentario non rappresenti solo un dialogo a due che si instaura tra condannati e terapeuti, ma è costantemente un dialogo anche con lo spettatore perché ciascuno possa farsi delle domande, avere il proprio percorso di consapevolezza e trarne le considerazioni che vuole”

Al termine della proiezione ci sarà un momento di confronto e discussione sul tema presentato.

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