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Trio Bobo

Summertime in Jazz – Trio Bobo

08/08/18

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 21.30

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Rivergaro è da sempre una piazza molto attenta a Summertime in Jazz. Davanti alla chiesa di S. Agata, complice il sostegno del Centro di Lettura e del Comune, si sono tenuti alcuni dei concerti più memorabili delle passate edizioni: dall’energico scat di Gegè Telesforo, alle atmosfere sognanti di “Musica Nuda”, dalla verve di Paolo Jannacci, alla voce graffiante di Shanna Waterston.

Quest’anno le sempre alte aspettative verranno ripagate con l’esibizione, che promette scintille, di tre bravissimi musicisti che formano il Trio Bobo la sera di mercoledì 8 agosto alle 21.30. L’accesso alla piazza per assistere al concerto è libero in quanto questo, come tutti gli altri della rassegna, è gratuito.

DiciTrio Bobo” e per associazione immediata pensi a “Elio e le storie tese”. In effetti fanno parte dello storico gruppo milanese due su tre, ovvero la sezione ritmica degli Elii, Faso al basso e Christian Meyer alla batteria, a cui si aggiunge alla chitarra Alessio Menconi, musicista con un background jazzistico e collaborazioni di alto livello.

Il trio è nato nel 2002 per condividere la comune passione per la buona musica, macinando parecchi concerti e centellinando i dischi al motto di pochi ma molto ben curati, con uno stile fusion che li porta a una sperimentazione e a un’evoluzione continua.

L’idea di partenza, rimasta invariata nel tempo, è quella di dare vita a un trio ricco di energia per una collaborazione che fonde i loro stili ed esperienze in un’unica musica che, per trovarle un’etichetta, si può definire jazz-rock o, forse meglio, funky-jazz. Durante il concerto si alternano composizioni originali ad alcune cover che danno vita ad un suono estremamente originale.

Poche incisioni, si diceva, ma molto curate, la più recente delle quali si chiama “Pepper games”, uscita nel 2016, frutto di un lungo lavoro fatto tutto di composizioni originali, che ha tenuto molto in considerazione anche le reazioni del pubblico durante i concerti, che il trio non esita a definire il quarto elemento del gruppo.

L’abilità esecutiva sfoggiata dal vivo è di quelle che lasciano l’ascoltatore incredulo: tra un siparietto comico e l’altro (irresistibili per giunta), quando i tre si scatenano tra cover e composizioni originali gli strumenti prendono letteralmente fuoco. Fantascienza del groove, “progressive jazz” extraterrestre, escursioni improvvisative dall’inesauribile policromia.

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