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30 agosto 2017
Bonaccini insiste sull'autonomia "Più risorse per le imprese"
30 agosto 2017
Convegno con il presidente della Regione Bonaccini
Convegno con il presidente della Regione Bonaccini
Convegno Pd
Il Pd di Piacenza riparte dal lavoro. Così il commissario provinciale Silvio Bisotti ha introdotto l'incontro pubblico alla Volta del Vescovo a cui ha partecipato il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

'Non è una scelta casuale - ha sottolineato - perché è il tema che più ci sta a cuore e riguarda da vicino le persone". "Per questo abbiamo invitato a parlarne Dario Costantini nuovo presidente Cna Regionale, Francesco Milza presidente di Confcooperative Emilia Romagna e Luigi Giove della segretaria regionale della Cgil".

"La Regione Emilia Romagna si conferma la locomotiva del Paese, per il terzo anno consecutivo siamo al primo posto per produttività - dice il presidente della Regione Bonaccini -. Quando ci siamo insediati nel marzo 2015 la disoccupazione era al 9 per cento, nel marzo 2017 era scesa al 6,5%.

Vogliamo mantenere la nostra promessa: dimezzarla alla fine del mandato. Questo è uno dei motivi che ci ha spinto ad avviare l'iter per ottenere maggiore autonomia dallo Stato.

E' giunto il momento in questo Paese che chi mette in pratica politiche virtuose, dal punto di vista della spesa pubblica, venga premiato.

Con la nostra autonomia, che non mette in discussione l'unità nazionale, non chiederemo maggiori fondi dallo Stato. Ma saremo in grado di poter trattenere maggiori risorse da investire, ad esempio per sostenere il nostro sistema imprenditoriale, ad esempio con la creazione di un nuovo Politecnico regionale che formi personale qualificato per le aziende dell'Emilia Romagna". 

Il confronto è stato moderato dal docente della Cattolica Franco Timpano, che ha sintetizzato le ricadute sul territorio piacentino degli investimenti regionali e i primi effetti del patto per il lavoro siglato con le organizzazioni sindacali e le categorie economiche.

"Il patto per il lavoro regionale è stato un modello positivo di metodo - dice Francesco Milza di Confcooperative - con un approccio sfidante dentro una logica di piano industriale e fondato sulla condivisione. Ha introdotto percorsi positivi e ha influito positivamente sull'economia regionale. L'impressione è che la macchina politica abbia accelerato mentre faccia più fatica la macchina burocratica.

"Abbiamo scelto di essere attori del patto e in questi anni abbiamo detto con forza che per affrontare la crisi - prosegue Giove di Cgil - non bastava tagliare i posti di lavoro. Nella strategia del patto abbiamo trovato continuità con la tradizione della nostra Regione ma anche innovazione. Abbiamo salvaguardato in Emilia Romagna il ruolo dei corpi intermedi che non era una scelta scontata. E gli effetti sull'economia locale e anche sull'occupazione sono stati positivi".

"Il protagonismo della Cna c'è stato, mi ha stupito la qualità delle relazioni tra politica e le parti sociali nel patto per lavoro - conclude Costantini -. E anche tra le diverse parti sociali in causa. Sono stati raggiunti obiettivi concreti e verificabili. Sul metodo del patto del lavoro occorre cercare di declinarlo sui territori, servono patti provinciali, per affrontare il tema della ripresa e di risalita dalla crisi soprattutto per l'artigianato".
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