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04 giugno 2015
Da profughi a "manovali del cemento armato", sei diplomi alla scuola edile
04 giugno 2015
i neodiplomati
alla scuola edile
la consegna
la cerimonia
il diploma
Hanno imparato a fare un intonaco, a costruire un muretto, a sistemare un ingresso e a tinteggiare una parete, grazie agli insegnamenti di un muratore qualificato della scuola edile di Piacenza. Sono sei i profughi, richiedenti l'asilo politico in Italia e in fuga dagli scenari di guerra dei rispettivi paesi, che si sono guadagnati un diploma di manovale del cemento armato e di tinteggiatore.

E' il risultato dell'esperienza pilota condotta dal Comune di Pontedellolio, sotto la supervisione della Prefettura, con la collaborazione della cooperativa L'Ippogrifo e della scuola edile di Piacenza: sei dei profughi ospitati nel paese della Val Nure nei mesi passati hanno deciso di non starsene con le mani in mano, accettando di partecipare ad alcuni cantieri formazione che hanno consentito loro di ottenere un diploma e di dare un contributo concreto alla comunità.  

La consegna degli attestati si è tenuta alla scuola edile, alla presenza del presidente dell'ente Filippo Cella e della direttrice Cristina Bianchi, del sindaco di Pontedellolio Sergio Copelli, del viceprefetto aggiunto Roberta De Francesco e del presidente della coop L'Ippogrifo Davide Tacchini.

I neomanovali sono cinque giovani provenienti dal Gambia e uno dal Mali: hanno partecipato al cantiere che ha rimesso a nuovo l'ex scuola di Riva, con il rifacimento della facciata e della tinteggiatura, e successivamente hanno costruito un muretto e sistemato l'ingresso del centro sportivo comunale. E la loro esperienza di collaborazione - come ha chiarito il sindaco Copelli - con il comune proseguirà: "Abbiamo attivato un albo del volontariato rivolto a tutti, ai quali questi ragazzi si sono iscritti, attualmente svolgono lavori di manutenzione affiancati dai nostri operai comunali".

Quella di Pontedellolio è un'esperienza modello di integrazione per i profughi che sono ospitati sul nostro territorio e che potrebbe essere estesa ad altri comuni, a partire da quello di Piacenza, che recentemente ha stabilito di utilizzare i profughi per attività e lavori socialmente utili. A seguire i giovani africani anche gli educatori dell'Ippogrifo Andrea Marchettini e Alessandro Pigazzini.

 
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