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25 agosto 2017
Alseno, il sindaco risponde alla minoranza "Mancanza di proposte concrete". La controreplica
25 agosto 2017
ad Alseno
Riceviamo e pubblichiamo la replica del sindaco di Alseno (Piacenza) Davide Zucchi alle affermazioni del consigliere comunale Marisa Benzi in merito ai conti del Comune. Alle affermazioni di Zucchi fa seguito una nuovo nota di controreplica della consigliera comunali di minoranza Marisa Benzi. 

Di seguito la nota integrale del sindaco Zucchi

Le dichiarazioni delle Consigliere di minoranza Benzi e Sogni nel corso del Consiglio tenutosi lo scorso 19 agosto non si discostano da quello che, da 3 anni a questa parte, è l’atteggiamento delle medesime nei confronti dell’attuale Amministrazione Comunale. Un atteggiamento di totale disinteresse per la “sostanza”, con evidente predilezione per aspetti di natura “formale” distanti anni luce dalle problematiche dei cittadini del Comune di Alseno.

L’ossessione nel rimarcare la presenza di refusi di natura prettamente formale e che non hanno nessuna ripercussione sugli equilibri dei bilanci comunali, accompagnata alla totale mancanza di proposte di natura concreta per la realizzazione di interventi per la comunità, non può avere alcuna diversa spiegazione.
 
Il comportamento tenuto dai citati membri dei gruppi di minoranza nell'ultimo Consiglio, tenutosi lo scorso sabato, per verificare l’incongruenza segnalata dalla Consigliera Benzi sui residui passivi, ne è l’ennesimo esempio: alle dettagliate spiegazioni fornite con riferimento ad un dato erroneo segnalato dalla Consigliera Benzi, sono seguite una serie di fuorvianti rilievi che hanno toccato tutto (perfino la presunta povertà lessicale del sottoscritto…), tranne che la congruità dell’azione amministrativa posta in essere dal Sindaco, dalla Giunta e dalla Maggioranza Consiliare o la necessità di interventi di natura differente rispetto a quelli attuati.
 
Come è stato illustrato nel corso delle riunione del Consiglio Comunale del 19 agosto, a causa di problemi di natura tecnico-informatica è stato riscontrato che alcuni impegni di spesa reimputati dall’esercizio 2015 all’esercizio 2016, pur essendo confluiti nel fondo pluriennale vincolato al 31/12/2015, come risulta dal rendiconto 2015 approvato, non sono, viceversa, stati sottratti all’interno della contabilità dell’Ente dal totale degli impegni di competenza dell’esercizio 2015.

L’errata contabilizzazione della procedura di reimputazione degli impegni confluiti nel Fondo Pluriennale Vincolato ha riguardato spese per complessivi 250mila euro. In conseguenza di ciò gli impegni complessivi di spesa di competenza dell’anno 2015, che figurano nel rendiconto approvato in Consiglio, sono risultati superiori rispetto a quelli reali.

L’errata gestione della procedura di reimputazione degli impegni ha, di fatto, fittiziamente duplicato questi impegni, che viceversa dovevano essere sottratti alla spesa di competenza per confluire nel Fondo Pluriennale Vincolato ed il risultato di amministrazione 2015 nel rendiconto approvato in Consiglio è risultato inferiore, sottolineo inferiore, rispetto al valore reale.
 
L’errata quantificazione del risultato di amministrazione 2015 non ha prodotto alcun effetto sulla gestione e sul risultato di amministrazione dell’esercizio 2016, in quanto i residui attivi e passivi iniziali al 1/1/2016 sono stati riportati in contabilità per il loro valore corretto e non coincidono con quelli erroneamente risultanti dal rendiconto della gestione al 31/12/2015. Nel risultato di amministrazione risultante dal rendiconto 2016 approvato in Consiglio è infatti confluita tutta la quota non utilizzata del risultato di amministrazione dell’esercizio 2015, anche la parte non contabilizzata.
 
Nel corso della riunione del Consiglio, inoltre, è stato inoltre verificato il permanere degli equilibri di bilancio per l'anno 2017, che ha visto una diminuzione delle entrate derivanti dalle attività estrattive, ma un notevole aumento delle entrate derivanti da accertamenti tributari, più 160mila euro rispetto alla previsioni iniziali, frutto dell’intenso lavoro dell’ufficio di ragioneria, che una parte della minoranza definisce fuori controllo.
 
Deluse dall’esito delle verifiche poste in essere a seguito della segnalazione della Consigliera Benzi, le citate Consigliere, prive di plausibili argomentazioni, hanno iniziato un loro personalissimo show che si qualifica da solo e che evito di commentare ulteriormente (non certo per la mia presunta povertà lessicale).
 
Mi permetto di ricordare alle Consigliere, abili nel far passare le dimissioni dell’assessore al bilancio come conseguenza dell’errore, cavalcando in modo inqualificabile motivi prettamente personali, che i provvedimenti proposti al Consiglio sono sempre stati accompagnati dai pareri favorevoli dei tecnici e del revisore, le uniche figure preposte a valutare la correttezza dei dati contenuti degli atti e che la correzione del dato in contestazione, differentemente rispetto a quello che era, evidentemente, nelle loro speranze, ha fatto emergere un risultato di gran lunga migliore rispetto a quello che si era ritenuto.
 
Quanto alle dinamiche che regolano rapporti tra l’Amministrazione Comunale e gli organi di revisione, le medesime dovrebbero essere ben note alla Consigliera Benzi, posto che quest’ultima era stata direttamente incaricata di svolgere le funzioni di revisore nel nostro Comune quando il marito rivestiva la funzione di capogruppo di maggioranza.
 
Sorrido, infine, con riferimento alla richiesta di dimissioni e non posso non interpretare la medesima se non come una boutade ferragostiana utile solo per vedere il proprio nome sul locale quotidiano, cosa che non potrà certo avvenire in forza delle proposte costruttive formulate dalla citate Consigliere per la nostra comunità, pari, dopo più di tre anni, a zero.

I consiglieri di Minoranza del Comune di Alseno replicano al Sindaco:
 
La replica del Sindaco che definisce “boutade ferragostiana” le gravi anomalie riscontrate dalla minoranza conferma le nostre convinzioni: il sindaco si deve dimettere.
Chi è il Sindaco? Il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del comune.  Si occupa insieme alla Giunta di amministrare la “cosa” pubblica, si occupa cioè di gestire il denaro dei cittadini (residenti di Alseno con i tributi locali, residenti italiani con i trasferimenti dello Stato) e di trasformarlo in servizi e opere che soddisfino il più possibile i bisogni della collettività.

Il Bilancio consuntivo (o rendiconto), che il Sindaco ritiene essere solo un documento formale, è il documento con cui la Giunta rendiconta e certifica, alla fine dell’anno, le spese e le entrate effettivamente sostenute per la gestione dell’Ente comunale difronte al Consiglio. Si tratta di una sintesi di fine periodo che serve a rendere conto alla comunità del corretto utilizzo delle risorse a disposizione del Comune e serve all’amministrazione stessa per capire quali azioni possano essere intraprese in futuro.

Ora dire che un errore di circa € 250.000,00 (rapportato a un risultato libero da impegni di circa € 300.000) è un errore formale è un’affermazione decisamente grave. Poco importa se l’errore è in positivo o in negativo: significa comunque che ho perso di vista € 250.,000, significa non gestire il denaro pubblico con la diligenza necessaria. Tutto ciò è ancor più grave se si considera che non è l’unica anomalia riscontrata dai consiglieri di minoranza: “anomalie” di cui il Sindaco è perfettamente a conoscenza in quanto le richieste sono state tutte depositate in Comune e sono tutt’ora in attesa di risposta.

Ma analizziamo ora le altre affermazioni del Sindaco:

“….Totale mancanza di proposte di natura concreta per la realizzazione di interventi per la comunità….”. Ricordiamo al Sindaco che in sede di approvazione del Bilancio di previsione 2016 – 2018 sono stati presentati emendamenti tra cui: 1) previsione del “Baratto amministrativo” 2) realizzazione di apposite azioni finalizzate alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica in materia di sprechi alimentari, 3) Sistema integrato di sicurezza urbana. Con delibera di Consiglio n. 14 del 09/04/2016 il Consiglio ha approvato con modifiche l’emendamento 1, respinto l’emendamento 2, accolto l’emendamento 3. Successivamente il punto tre è stato parzialmente realizzato grazie alla perseveranza di due cittadini di Alseno che nulla hanno a che vedere con l’Amministrazione e il “Baratto amministrativo” non è stato realizzato per incapacità dell’amministrazione.

“…Notevole aumento delle entrate derivanti da accertamenti tributari, più di 160.000 euro rispetto alla previsioni iniziali…” Ricordiamo al Sindaco che dalla previsione di un accertamento nel Bilancio di previsione di un ente locale all’effettivo incasso della posta prevista (ammesso che si realizzi) passano minimo sei mesi: quindi prevedere al 19 agosto accertamenti di imposte non riscosse vuol dire nessun incasso nel 2017.  Si citano, a conferma dell’impresa impossibile, i dati ufficiali pubblicati dal M.E.F. sulla piattaforma SIOPE: incassi 2015 del Comune di Alseno per ICI – IMU riscossa attraverso ruoli 1.289€ analoga voce 2016 € 0; Incasso 2015 TARI riscossa mediante ruoli € 47,99 analoga voce 2016 € 500,13

“…. Consigliera Benzi….incaricata di svolgere le funzioni di revisore nel nostro Comune….” Mi fa piacere che il Sindaco ricordi il mio incarico di Revisione (periodo 1997 – 2003). Ricordo con lo stesso piacere gli altri: Presidente del Collegio dei Revisori di Fiorenzuola d’Arda (periodo 2000 – 2006); Revisore del Comune di Ottone (periodo 2004 – 2010); Presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Piacenza (periodo 2009 – 2012), Attualmente Revisore del Comune di Sassuolo e di Gattatico. Ricordo anche tutti i corsi di formazione in Enti locali che ogni anno frequento. Un’esperienza ventennale di revisione mi permette di sapere con certezza se una violazione è formale o sostanziale e in questo caso è sostanziale.

“… una boutade ferragostiana utile solo per vedere il proprio nome sulla stampa….” Si commenta da sola e non merita nessuna analisi.

 
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