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Si “allunga” la vita della Provincia. Il riordino spetta alle Regioni

Ancora novità in tema di riordino delle Province, la commissione Bilancio del Senato ha approvato alcune modifiche al decreto del governo che cambia le modalità: confermato il dimezzamento ma niente ’cancellazioni’ dall’alto

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Ancora novità in tema di riordino delle Province, la commissione Bilancio del Senato ha approvato alcune modifiche al decreto del governo che cambia le modalità: confermato il dimezzamento ma niente ’cancellazioni’ dall’alto, bensì un riordino generale di tutti gli enti deciso dalle Regioni.

I requisiti minimi delle future nuove province rimangono quelli già indicati dal governo, e cioè 350.000 abitanti e 2.500 chilometri quadrati. L’emendamento approvato prevede che siano le Regioni a proporre il riordino delle amministrazioni provinciali, con una proroga dei termini di scadenza: 70 giorni e non 40 per i piani di ridefinizione territoriale, fino a 90 giorni per la trasmissione dei piani al governo e 60 invece di 20 dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto per il governo per adottare la legge di riordino.

Le regioni, come detto, dovranno rispettare i parametri di popolazione e territorio fissati dal governo, ma anche la volontà di spostamento dei comuni da una provincia ad un’altra, pur rispettando il criterio di contiguità territoriale, come previsto dal subemendamento del Pd.
Rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica saranno di competenza provinciale. Nella modifica approvata, anche 100 milioni di euro che arriveranno dal fondo per i rimborsi fiscali alle imprese.

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