Dal Ministero 2 milioni e 883mila euro (del 2015) in due anni per i beni culturali piacentini

Ammontano a due milioni 883mila e 460 euro di euro le risorse destinate dal Ministero per i beni e le attività culturali per la tutela del patrimonio culturale della provincia di Piacenza. Sono risorse che risalgono alla Legge di Stabilità del 2015 e che erano già state stanziate negli anni passati.

I fondi arriveranno in due annualità e sono così ripartiti: un milione e 320mila euro nel 2019 e un milione e 563mila 460 euro nel 2020. A fare la parte del leone nel finanziamento la porzione da due milioni (uno all’anno) per la nuova sede dell’Archivio di Stato nella caserma Cantore di Piacenza: fondi destinati ai lavori di adeguamento, recupero funzionale e restauro del monastero di S. Agostino.

Il programma biennale è stato approvato dal Ministro Alberto Bonisoli, finanziato con le risorse derivanti dalla Legge n. 190 del 23 dicembre (Legge di stabilità 2015) commi 9 e 10, riguarda complessivamente cinquecentonovantacinque interventi su tutto il territorio nazionale.

A Piacenza sono previsti quattro interventi nel 2019: oltre all’ex caserma Cantore, ci sono 200mila euro per la Faggiola di Podenzano (lavori di consolidamento e restauro dell’ex casa padronale), altri 60mila per il Parco archeologico di Travo, e altri 60mila per la piana di San Martino di Pianello Val Tidone (nella foto in alto).

Nel 2020 sono sei gli interventi previsti: ancora l’ex caserma Cantore (un milione di euro), a cui si aggiungono altri 250mila per la Faggiola, altri 60mila per la piana di San Martino di Pianello Val Tidone, 75 mila per il Parco archeologico Neolitico di Travo, 48mila e 460 euro sono destinati alla valorizzazione e al restauro delle mura romane in via Trebbiola a Piacenza e infine 130mila euro per l’area archeologica di Veleia Romana di Lugagnano.

“Un’attenzione al patrimonio che necessita di interventi di tutela – ha dichiarato il Ministro Bonisoli – e che è frutto di un puntuale lavoro di ricognizione sui territori, attraverso il coinvolgimento di tutti gli istituti periferici del Ministero. Tra le priorità, il restauro dei beni culturali, in particolare quelli colpiti da calamità naturali; il recupero di aree paesaggistiche degradate, la prevenzione contro i rischi sistemici e ambientali, ma anche l’efficientamento energetico e il miglioramento dell’accessibilità, intesa come obiettivo per la partecipazione e l’inclusione sociale”.

Inoltre, la programmazione biennale prevede oltre 17, 6 milioni di euro per lavori urgenti e imprevisti, in particolare nel settore Archivi, e la disponibilità di somme utili per il cofinanziamento dei progetti Art Bonus, ossia che hanno ottenuto il sostegno economico attraverso il mecenatismo di privati.

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