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Piacenza, a febbraio e a marzo aumenta la cassa integrazione (+ 55,7 per cento)

Più ombre che luci dall'analisi sull'andamento della cassa integrazione in Emilia Romagna. Indagine condotta dal Centro studi della Uil sulla base delle informazioni sulla Cig ordinaria, straordinaria o in deroga fornite dall'Inps

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Più ombre che luci dall’analisi sull’andamento della cassa integrazione in Emilia Romagna. Indagine condotta dal Centro studi della Uil sulla base delle informazioni sulla Cig ordinaria, straordinaria o in deroga fornite dall’Inps.

 Tabelle alla mano si osserva come la fine reale di una crisi  partita già tre anni fa si ancora una prospettiva lontana.

La riprova di questo trend altalenante della nostra economia la si trova nella stima compiuta dalla Uil sul numero dei lavoratori che hanno fruito o stanno fruendo delle varie tipologie di Casse. Nel marzo di un anno fa, erano 60.004; dodici mesi dopo 44.666. Ciò significa che, nel giro di 365 giorni, 15.338 lavoratori non hanno più goduto di quell’istituto.

 Numeri senza dubbio positivi se letti su un arco temporale a lungo termine, ma che non trovano conferma sul breve termine. Focalizzando, infatti, l’attenzione ai due mesi di febbraio-marzo 2011, balza agli occhi come l’iniziale segno negativo si capovolge e diventa più (+28,3% di cui +26,5% per l’ordinaria, -8,2% per la straordinaria). Al punto da far schizzare a +9.857 l’insieme di chi è ricorso alle Cig (da 34.809 a 44.666).

Se poi si restringe il campo e dalla dimensione regionale si scende a quella locale, qui i dati nel complesso sono disomogenei. Con la stragrande maggioranza delle province dove le imprese hanno fatto più ricorso alle Cig (Reggio Emilia +210%; Rimini +120%; Ferrara +142%; Piacenza +55,7%; Bologna +55% e Modena +33%). E una minima parte delle province dove le Cig sono calate: -81,4% a Parma; -43,9% a Ravenna e -26,2% a Forlì.

 

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