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Pausa caffé con Nereo Trabacchi: Il pranzo

Nereo Trabacchi ci regala un nuovo racconto, l’ideale per una pausa caffé (o granita) in questa giornata estiva. 

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Il pranzo 

Io
Ore 13.15 del 1° gennaio 2010 a Firenze. Sto pranzando in un ristorante dietro al Duomo, a pochi metri dalla torre di Giotto. Locale elegante, ma pochi avventori, sono ancora tutti a letto dopo i festeggiamenti. Ma c’è una donna, che come me sta pranzando sola. Mi accorgo che c’è qualcosa di strano e osservando meglio noto che…
 
Lei
Ok…va bene…so di essere ancora una donna piacente…ma chissà cosa cavolo ha da fissare quel tizio. E’ il primo dell’anno e voglio festeggiare l’arrivo del 2010 a modo mio, in questo ristorante dove anni fa… e mi ritrovo quegli occhi puntati addosso. 
Vabbè, facciamo finta di nulla, voglio tenere la testa altrove. Ieri sera sono appositamente andata e letto presto per godermi questo pranzo e non permetterò di certo a uno con quella faccia di rovinarmelo.
Allora, vediamo un po’ questo menu… C’è la carne? Carne, carne, carne, ecco sì, ecco qui…fiorentina da 0.800 gr…aggiudicato. E ovviamente la stessa bottiglia che ordinavamo prima che succedesse quello che è successo: Cabreo il Borgo…
 
Io
Apperò la signora si è ordinata una bottiglia di Cabreo; se ne intende. Meno male che la so lunga e riesco ad osservarla senza che lei se ne accorga.
Non è da me fissare la gente, ma con lei è diverso. C’è qualcosa di magnetico nel suo sguardo, qualcosa di incredibilmente affascinante nel mistero delle sue movenze. Ho deciso…Carne e una bottiglia di Brunello di Montalcino Banfi.
 
Lei
Ahhaha…un Brunello di Montalcino Banfi. Il vino di chi non sa ordinare il vino. Guardalo, guardalo come si legge l’etichetta tenendo in mano la bottiglia come se fosse in grado di assimilare ogni parola con la stessa sapienza di un esperto; un centesimo di secondo dopo averla letta di certo fugge dalla sua mente. Che faccia da turistotto ingenuo. Adesso alza il sopracciglio per darsi un tono, invece sarà perché è incappato in una parola che non conosce…hahahaha….
 
Io
Ma quanti cazzo di gradi è questo vino? Ah, ecco dove è scritto: 13.5, dopo due bicchieri già mi gira la testa. Non ricordavo fosse così forte; essì che ne ho bevute di queste quando la Contessa Banfi mi ha voluto ospite al suo castello perché ha letteralmente preteso che terminassi il mio ultimo romanzo tra le mura della tenuta. Oh, ma perché adesso quella mi guarda così con espressione un po’ beffarda? Forse mi sono sbagliato e tutto quel fascino che intravvedevo prima era una cantonata. In effetti una donna sola a pranzo il primo dell’anno, qualche cosa che non va deve averlo di certo…Vediamo: di che cosa si può occupare? Certo! E’ una professoressa repressa in pensione! No, troppo giovane…e con lo sguardo poco intelligente in questo momento. Ah, ecco, ci sono: una turista lesbica omofobica del tipo “sto bene solo con me stessa”. No, neppure questo, non lo voglio pensare…
 
Lei
Però, devo ammetterlo, sarà anche per il vino che entra in circolo, ma quel tipo è carino. Non bello, no di certo, gli uomini belli sono tutt’altra cosa, ma carino sì. Con quell’atteggiamento si crede un adone. Chissà che fa nella vita. Dubito che lavori con la testa, come potrebbe… Però se adesso non la smette di fissarmi gli mando a dire qualcosa dal cameriere; volevo farmi un pranzo in santa pace e ora inizio a innervosirmi.
 
Il cameriere
Ma tu guarda questi due imbecilli come si guardano. Lei è bona, e se per caso questo ci riesce mi incazzo pure….Ecchecavolo, troppo facile la vita. Io ne vedo passare tutti i giorni e mai un’occasione. Questo si siede qui, ordina una bottiglia del cavolo e fa la faccia da piacione…
 
Io
Ma che ha da guardare l’inserviente? Che abbia mangiato la foglia? Ecco, se volevo un’alleato, tipo fare la cafonata di mandare una bottiglia di champagne, questo non mi appoggia di certo…ci scommetto una cena che mi remerebbe contro…Toscanacci!!
 
Lei
Ohcielogesùgiuseppemaria…Guarda che uomini di m…. Fanno dei sorrisini sordidi e guardano nella mia direzione; è chiaro che questi si sono alleati. Ma che ti ridi? Hanno trovato pane per i loro denti….
 
Io (a fine bottiglia)
Ecco, è già finita. Ops…ha fatto gli occhi da gatta; questo è un chiaro segnale di invito. Anzi, questo E’ il segnale… Devo ammettere che un po’ mi delude però, una tale banalità. Ma, ma, non sarà mica una di quelle che per soldi adescano… Ma cosa vado a pensare? Il primo dell’anno? In un posto del genere?  Sarà il vino, ma adesso la vedo davvero bella…
Aspetto ancora qualche istante e poi se non mi lancia altri segnali, farò qualche cosa io. Sì, ma cosa?
 
Lei
Ma porc…di quella… Stì maledetti bottoni, ecco ne è saltato un altro. E proprio adesso, proprio quando sono da sola con questi maniaci che mi fissano. Certo che oramai non esiste più un luogo dove una donna possa restare serena con se stessa… Anche in un ristorante così caro stai pur certa che qualche elemento di disturbo ti si infila sotto il piatto.
Mi fissa ancora, con quello sguardo… Ma che cacchio vorrà questo da me?
 
Una coppia di anziani che pranza al vicino tavolo
Lei anziana: Caro, hai visto come si fissano quei due? Ti ricordi che noi ci siamo conosciuti in circostanze simili? Eravamo in treno però…
Lui anziano: Copia? Quale copia?
Lei anziana: Nulla tesoro, nulla. Fai pure tornare l’opossum nella tana…. 
Lui anziano: (dopo qualche istante di silenzio fissando il vuoto) Ahhhh ahahaha Tana, opossum, l’ho capita adesso.
Lei anziana: Tace e cerca un pezzettino di felicità, anzi no, serenità, portando il cucchiaio con la zuppa di cipolle alla bocca…
 
 
Un terzo e grasso avventore al tavolo prospiciente
Sembra divertente il gioco tra quei due, ma secondo me lei non cede. Chissà poi perché non ha mai degnato me di uno sguardo. Chiaro, ho qualche chiletto in più e l’espressione stanca: ho passato la mattinata a marciare nelle gallerie degli Uffizi, ma qualche colpo in canna credo di averlo ancora.
Oh, mi sta guardando ora, ecco, sfodero il mio sorriso così natalizio…
 
Lei
Oh Gesù, ma quel grassone sta male? Gli è venuta una mezza paresi facciale o sono i nervi del viso che vanno per i cavoli loro? Ahhh, no, mi sorride. Ecco, ci mancava questo. E poi dài, noooo, pensavo non esistessero più…l’autoradio appoggiata sul tavolo noooo.
 
Il cameriere
Che trescaccia sta creando la Ganza? Adesso fa gli occhi dolci al ciccione che ora mi sta pure chiamando…
Cameriere: Mi dica signore?
Grassone: Vede quel tavolo laggiù? Non si volti ora, sono certo che ha capito…
Cameriere: Sì, cioè no, non mi volto.
Grassone: Ecco, bravo, porti una bottiglia di Cà del Bosco e dica che offro io…
Cameriere: Subito signore…
Questa davvero non me l’aspettavo…cmq…obbediamo..
 
Io
Che carina quella coppia di anziani, sembrano davvero felici… Mi piacerebbe invecchiare così. La donna poi porta uno di quei cappelli tondi e scuri che aveva sempre in testa mia nonna; uno di quelli che fanno pensare a un gatto morto irrigidito e messo così, acciambellato sulla testa. Ah, che senso di benessere che provo a questi pensieri…ma sì dài, ora lo faccio, voglio gustarmi fino in fondo questo senso di appagamento morale.
 
La coppia di anziani
Lei anziana: Ma perché devi sempre succhiare la minestra in quel modo? Manco scottasse, è una zuppa di cipolle…
Lui anziano: amo sorbire.
Lei anziana: il tuo sorbire mi fa vomitare e comincio a desiderare di morire…
Cameriere: Signori scusate, ma quel giovanotto vi manda questo biglietto.
Lei anziana: Oh…grazie. Senti caro che gentile questo signore: “Siete l’emblema della serenità che vorrei raggiungere. I miei migliori auguri di un buon anno.”
Entrambi si voltano e sorridono compiaciuti.
Lui anziano: Speriamo per lui che resti da solo il più a lungo possibile.
 
Io
Guarda come sono contenti per il mio bigliettino. Alzano i bicchieri nella mia direzione, meglio sorridere: “Auguri”.
Cameriere: Ehm..signore scusi…
Io: Sì?
Cameriere: Ecco, questa bottiglia di Cà del Bosco…
Io: Ma io non l’ho ordinata…
Cameriere: No, infatti gliela manda quel signore che pranza solo laggiù….
Io: Oh cielo…quello robusto?
Cameriere: (visibilmente in difficoltà): Ecco sì.
Io: E come mai?
Cameriere: Non lo so…
 
Lei
Aaaaaaaaaaaaaahahahahahahha.
 
Io
Ma guarda come se la ride quell’anatra…
Però sono davvero in difficoltà. E poi che cos’è quella specie di defibrillatore che il ciccione tiene appoggiato sul tavolo? Meglio tenere lo sguardo basso…anzi no, qui serve una mossa tattica per chiarire subito le cose!
Io: Cameriere! Champagne!
Cameriere: Peppino di Capri? 
Io: No…Louis Roederer…per la signora… laggiù…
 
Il Ciccione
Evabbè…ho provato a iniziare bene l’anno con un gesto gentile…Credevo che a uno scrittore di provincia di mezza tacca fosse contento che un suo lettore lo avesse riconosciuto e gli avesse offerto da bere…
Ma in effetti con quella faccia da imbecille….
Vabbè, chiedo il conto, brindo (da solo) e me ne vado…
 
Lei
Ed ecco la bottiglia che arriva…Un classico…che prevedibile…ma non capisce che così mi annoia?
Cameriere: Una bottiglia di champagne gentilmente offerta da quel signore…
Lei: Ok…grazie, apra pure…
Ora mi tocca ringraziarlo con un sorriso di sbieco.
 
Io
E che cavolo di sorriso mi rivolge ora? Ahhh la casalinga repressa che mi domanda di…
Ok…dài…è il momento…ora vado….
Io: Permette?
Lei: Prego…Grazie per la bottiglia, non doveva disturbarsi…
Io: E’ solo un piacere. Il minimo, poi dopo quel sorriso che mi resterà letteralmente marchiato a fuoco nella mente…
Lei: Oh, ma lei è un adulatore.
Io: No, assolutamente, faccio della semplicità la mia arma vincente… Come mai a pranzo tutta sola?
Lei: Appunto… perché adoro stare sola..
Io: Touchè… Di che cosa si occupa?
Lei: Diciamo che colleziono immagini…
Io: In che senso?
Lei: Provi ad indovinare…
Io: Vediamo…chi può collezionare immagini? Ah, ci sono, lei è fotografa…
Lei: Fuochino
Io: Radiologa
Lei: ahahhaha…buona questa…no, no…grafica pubblicitaria…Lei invece?
Io: Scribacchio…sa che ha dei bellissimi occhi?
Lei: Sì, grazie…
Io: Finito qui che ne direbbe di andare a fare quattro passi e magari poi…
(Lei picchia violentemente con la mano sul tavolo)
Io: Che ho fatto?
Lei: Hai rovinato tutto!! Ecco cosa hai fatto…il solito cretino.
Io: Ma come ho rovinato tutto??? Che cosa avrei dovuto dire, sono due ore che siamo qui…ho voglia di fumarmi il sigaro e di uscire!!
Lei: Con tutta la fatica fatta…Fretta, fretta, tu hai sempre fretta!! Mai tempo per me…mai!
Io: Fatica? Ma sei rimasta qui a mangiare bere e ridere…
Lei: Non capisci…non capisci mai!
Io: Capisco che quella tua psicologa del cavolo con i suoi metodi ci sta rovinando! Ma che cavolo sono stì giochi di ruolo??? Io ce l’ho messa tutta. Come da istruzioni non ho fatto passare solo per un istante nella mia mente l’idea che fosse tutta finzione. Ho provato davvero a corteggiarti…e tu che fai? T’incazzi e non apprezzi i miei sforzi!! 
Lei: La dottoressa sta solo cercando di salvare i nostri dieci anni di matrimonio aggiungendo un po’ di pepe a un rapporto morto! Morto!
Io: Ma va va va va….tutte manie.
Lei: Sono tecniche sperimentatissime!!!
Io: Vado a pagare il conto dài…usciamo di qui e salviamo quel briciolo di dignità che ci è rimasta.
Lei: Ok…Però il ciccione lo hai conquistato…
Io: Oca…
 
Il cameriere
Ma guarda un po’….hanno lasciato quasi tutta la bottiglia…Evabbè…me la finisco di là, in cucina, con mia moglie…L’unica vera grande fortuna della mia vita…
Auguri…
 
FINE
 
Nereo Trabacchi
 

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