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Lotta alla sclerodermia: domenica ambulatorio aperto

L’obiettivo è quello di informare l’opinione pubblica nei confronti di una malattia autoimmune cronica evolutiva, ancora poco conosciuta, il cui sintomo clinico più evidente è l’ispessimento e indurimento della pelle

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Domenica 29 settembre l’ambulatorio di Reumatologia e Immunologia dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza sarà aperto per una giornata di sensibilizzazione dedicata alla sclerodermia. L’iniziativa, che è promossa da GILS (Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia), si celebra in tutta Italia, ma sono solo 3 i centri partecipanti della nostra regione (oltre a Piacenza, Reggio-Emilia e Modena).

L’obiettivo è quello di informare l’opinione pubblica nei confronti di una malattia autoimmune cronica evolutiva, ancora poco conosciuta, il cui sintomo clinico più evidente è l’ispessimento e indurimento della pelle. Oltre a colpire la cute, soprattutto quella degli arti e della zona attorno alla bocca, la sclerodermia può colpire anche i piccoli vasi e gli organi interni (per questo si parla più propriamente di sclerosi sistemica).

In Italia questa malattia colpisce circa 70 mila persone, con un’incidenza maggiore tra le donne (il 90 per cento dei pazienti). Nella mattinata di domenica, dalle ore 9.00 alle 12, potranno accedere all’ambulatorio di Reumatologia i cittadini con fenomeno di Raynaud che desiderino approfondimento diagnostico. Quali i sintomi che possiamo mettere in guardia? Lo abbiamo chiesto a Eugenio Arrigoni, responsabile dell’unità operativa dipartimentale di Reumatologia e Immunologia dell’Ausl di Piacenza, promotrice a livello locale dell’iniziativa. “Il fenomeno di Raynaud è quasi sempre il primo sintomo della sclerosi sistemica e può precedere anche di anni la sua insorgenza; si manifesta come una variazione del colorito della cute (pallore, rossore o cianosi) delle estremità (mani e piedi soprattutto) durante l’esposizione al freddo. I pazienti che aspettiamo in ambulatorio sono quelli che presentano questo sintomo”.

Per la diagnosi precoce della malattia e il suo monitoraggio l’ambulatorio ha a disposizione da anni – con largo anticipo su molti altri centri in Italia – un videocapillaroscopio periungueale. “Si tratta – spiega il dottor Arrigoni – di uno strumento che consente di studiare in vivo la morfologia del microcircolo, posizionando una fonte luminosa sulla cuticola presente alla base delle unghie delle mani. Insieme agli esami di laboratorio permette di capire se ci troviamo di fronte ad un fenomeno di Raynaud innocente (assai frequente nelle giovani donne) o all’esordio della malattia. I pazienti con fenomeno di Raynaud vengono sottoposti a capillaroscopia e a esami di laboratorio specifici: in caso di riscontri patologici viene effettuato approfondimento diagnostico per confermare la malattia e verificare l’eventuale coinvolgimento degli organi interni (polmone, reni, cuore in particolare), coinvolgimento che nelle fasi iniziali può decorrere senza sintomi.

La diagnosi precoce è fondamentale per avviare una terapia, che consente di contenere segni e sintomi della malattia, permettendo al paziente una migliore qualità di vita”.
Il collegamento a un software consente inoltre l’archiviazione delle immagini acquisite e la possibilità di effettuare un monitoraggio della malattia nel tempo.

Attualmente presso l’unità operativa di Reumatologia e Immunologia di Piacenza 85 pazienti, vengono sottoposti a terapia infusiva mensile in regime di Day-Hospital, mentre i pazienti che non necessitano di tale terapia effettuano periodici controlli ambulatoriali in regime di Day-Service. Da due anni – aggiunge Arrigoni – abbiamo avuto l’approvazione per la somministrazione “domiciliare” della terapia infusiva specifica; al momento sono 15 i pazienti selezionati affetti da sclerosi sistemica che usufruiscono di questa opzioni terapeutica con importanti vantaggi in termini di riduzione degli effetti collaterali e di maggior tollerabilità alla terapia stessa  “Per la complessità della malattia e per la gravità di alcune sue complicanze – conclude quindi il responsabile – abbiamo attivato all’interno dell’Ausl dei protocolli condivisi con cardiologi, fisiatri, pneumologi, chirurghi vascolari e gastroenterologi, per agevolare il percorso di questi pazienti; inoltre è previsto un supporto psicologico per i pazienti con malattia particolarmente invalidante”.

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