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“Ciao Prospero, sei rimasto il più giovane di tutti” IL RICORDO foto

Nella sua lunga carriera Prospero ha collaborato con il quotidiano "Libertà" e con tutti le maggiori testate nazionali. La Cravedi Produzione Immagini, nella quale lavorano i figli Ettore e Gianni, è azienda service della Rai

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E’ scomparso Prospero Cravedi, decano dei fotografi di Piacenza. Nella sua lunga carriera Prospero ha collaborato con il quotidiano “Libertà” e con tutte le maggiori testate nazionali. La Cravedi Produzione Immagini, nella quale lavorano i figli Ettore e Gianni, è azienda service della Rai. E’ stato una colonna portante di PiacenzaSera.it sin dalla sua nascita nel 2008. Il ricordo personale del direttore Mauro Ferri.

Non ho conosciuto Prospero Cravedi da bambino, sarebbe assurdo visto che ci separano 40 anni. Eppure mi è capitato di immaginare la sua infanzia a Borgotrebbia, a cavallo della guerra, grazie anche ai suoi frequenti racconti. I suoi giochi in riva all’amato fiume Po, le corse a piedi scalzi a simulare improbabili avventure western con i coetanei scalcagnati come lui. La pesca nel grande fiume e i tragici eventi della guerra, con i bombardamenti a squarciare la quiete di quel mondo. E ancora il ricordo dei fratelli maggiori partigiani, con quell’abbraccio indimenticabile a Renato, al suo ritorno a casa vivo dopo la Liberazione.

In questo momento di dolore, il mio pensiero è andato allora a quel bambino nato nel ’35, si è spinto fino a credere di averlo conosciuto, almeno un po’. Perchè delle straordinarie qualità di Prospero, ciò che ne ha fatto un grande maestro – l’unico vero maestro di giornalismo a Piacenza – è quel mix unico di innocenza, curiosità e capacità di lasciarsi sempre sorprendere dalla realtà. Magari anche da un dettaglio all’apparenza insignificante. E soprattutto il senso profondo di giustizia nel suo sguardo, che lo portava a stare naturalmente dalla parte dei deboli. Un’indignazione ingenua e quasi congenita, come accade talvolta nei bambini.

Prospero è sempre rimasto un po’ quel bambino di Borgotrebbia, un bambino del popolo, e di quel suo sguardo aperto al mondo e mai sazio ne ha fatto un mestiere, la fotografia.

L’ho conosciuto più di vent’anni fa, prima come il papà dell’amico Gianni, e solo successivamente come collega anziano e maestro a “Libertà”. Infine come compagno di strada instancabile e determinato nell’avventura di PiacenzaSera.it .

In questi anni ci siamo sentiti praticamente ogni giorno. I suoi insegnamenti, le sue critiche, il suo incoraggiamento ad andare avanti, perchè fondare un giornale sul web era la vera frontiera dalla quale affrontare le trasformazioni tumultuose e rapidissime della professione, sono stati per noi decisivi. Aveva compreso, assai prima di altri, che un certo fotogiornalismo sulla carta stampata era morto. Che la rete, con tutti i suoi problemi e suoi eccessi, costituiva comunque una grande opportunità, che lì le immagini potevano recuperare vitalità, una funzione anche sociale. E’ stato costantemente al nostro fianco, di tanti di noi ormai ex giovani, arrivati al giornalismo con davanti solo un orizzonte di precariato, che hanno tentato la strada di inventarsi qualcosa, per sfuggire a quel destino.

Ma la generosità di Prospero non si esauriva certo qui, nei confini di una professione. In questo mio parziale ricordo voglio solo citare il suo legame speciale con l’Africa. Prospero Cravedi ha girato in lungo e in largo tutto il mondo, ma la terra che ha deciso di adottare è l’Africa, grazie alla straordinaria esperienza al seguito dell’Ong piacentina Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo fondata dal grande Don Vittorione. E’ stato più volte in Uganda e nel continente nero per documentare il lavoro dei volontari e dei cooperatori piacentini. E so che gli sarebbe piaciuto tornare molto presto in quel paese segnato dalla sofferenza ma anche dalla speranza di riscatto. Nell’Africa di Prospero, ritratta in centinaia – forse migliaia di scatti, c’è anche tanta gioia di vivere, il valore delle cose semplici, il senso profondo di un’ingiustizia da riparare.

Sono troppi i ricordi e le riflessioni che si affollano in questo momento. E un’eredità inestimabile che la sua città, Piacenza, dovrà saper valorizzare a dovere. Verrà il momento opportuno per ragionarci. Anche noi sentiamo il dovere di non disperdere e di dare un futuro a tutto quello, ed è tanto, che ci ha lasciato.

Ciao Prospero, amico indimenticabile e maestro vero. Sei rimasto il più giovane di tutti noi. 

(Mauro Ferri)

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