Quantcast

RadioEmiliaRomagna racconta la storia di Giuseppe Ricci Oddi e della galleria d’arte donata a Piacenza

RadioEmiliaRomagna, la radio della Regione Emilia-Romagna, celebra la vita di Giuseppe Ricci Oddi dedicandogli una serie biografica in cinque podcast intitolata ”Il dono perfetto” (https://www.radioemiliaromagna.it/programmi/vite-da-collezione/).

Il titolo si riferisce a quella che finì per diventare la missione principale dell’esistenza di Ricci Oddi, cioè donare alla sua città un museo che le desse lustro. Fu lui stesso nel 1919 a scrivere quale fosse il suo intendimento: “Il mio sogno costante sarebbe quello di collocare in uno stabile degnamente adattato o appositamente costruito la mia collezione onde poi donare tutto alla mia città (…) Il tempo passa, anzi, incalza. L’indugio mi diventa sempre più penoso. Eppure dovrò avere pazienza! Pazienza! Ecco a gran parola d’ordine fra i collezionisti, e in genere fra tutti coloro che perseguono un ideale. Pazienza! Pazienza!”.

“Il dono perfetto” è composto di brevi pillole audio di poco più di cinque minuti l’una in cui, senza pretesa di esaustività, si raccontano alcuni episodi salienti della vicenda biografia di un uomo colto, aristocratico, con un piede nel diciannovesimo secolo – era nato a Piacenza nel 1868 – che si manifesta nella sua predilezione per l’arte figurativa e per il rifiuto delle avanguardie che tra futurismo e cubismo cominciavano a diffondersi all’inizio del Novecento, e un altro nel ventesimo secolo, evidenziato dalla generosità con cui decise di devolvere tutta la sua collezione e ogni suo avere affinché tutti potessero, democraticamente, godere del piacere dell’arte che lui aveva scoperto nell’intimità della sua casa.

Un uomo talmente riservato e schivo che per osservare i lavori di costruzione alla sua galleria, per la quale investì oltre due milioni di lire, diede appuntamento all’architetto progettista in una notte di plenilunio, lontano da occhi indiscreti. Se oggi la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza è un’eccellenza nel panorama espositivo dell’Emilia Romagna e propone alcune delle principali testimonianze della pittura italiana tra tardo Ottocento e primi anni del Novecento, di quel momento in cui il classico e il moderno sembrarono diventare un tutt’uno, il merito è di quest’uomo la cui storia merita di essere raccontata.

I podcast de “Il collezionista di storie” fanno parte del programma “Vite da collezione” di Carmine Caputo, dedicato ai collezionisti che con la loro passione hanno arricchito il patrimonio museale dell’Emilia Romagna. Il primo ciclo, “Le sembianze dell’amore” è stato dedicato a Giorgio Barbato Tozzoni e al suo lascito che è possibile ammirare nel palazzo omonimo di Imola, mentre in seguito sono state pubblicate le biografie di Ettore Guatelli, “Il collezionista di storie” e di Luigi Fantini, “Il ricercaro appenninico”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.