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La marcia indietro dei dissidenti di ApP: “Torniamo in assemblea”

Alternativa per Piacenza, si susseguono gli appelli per l’unità dopo la conclusione dell’esperienza politica con lo strappo di una parte dei promotori del percorso politico verso le elezioni comunali della primavera. Dopo la richiesta firmata da una parte dei partecipanti all’assemblea di giovedì scorso, ecco che si fanno vivi i cosiddetti “dissidenti” che avevano chiesto per primi di interrompere il confronto per la mancanza della giusta serenità. Ecco il testo:

Leggiamo e seguiamo con vivo interesse e sincero apprezzamento la nota firmata da un nutrito numero di componenti l’assemblea di Alternativa per Piacenza, in cui, senza esitazioni, si rilancia un appello all’unità, chiarendo ai cittadini che “una parte consistente di chi ha partecipato e condiviso questo percorso non si riconosce nelle ricostruzioni dell’ultimo passaggio avvenuto giovedì scorso”. In effetti giovedì in molti siamo rimasti esterrefatti dalla conclusione volutamente monca della riunione, in cui non si è permesso di tirare una riga sul confronto avvenuto, in verità ricco di spunti, preferendo la lettura di un comunicato preconfezionato con cui si è sciolta unilateralmente l’assemblea, così come conosciuta da un anno a questa parte, e congelato l’utilizzo del logo, rimandando a un futuro incontro la nascita di una nuova versione della plenaria. Per noi quest’ultimo punto è dirimente.

Non esiste ragione al mondo per sopprimere l’assemblea, quella delle tante serate al Trieste 34, a meno di non voler delegittimare le persone che nella stessa e nei gruppi di lavoro si sono impegnate e, al tempo stesso, mettere alla porta i “disobbedienti”. Ci dica senza tentennamenti, il tavolo politico, che é disponibile a rimediare, tornando sui propri passi e rinunciando a tracciare un così netto confine tra un prima e un dopo. Dia a tutti garanzia che quella assemblea, figlia delle origini, é viva e vegeta e non verrà liquidata. Se così sarà, troverà in noi gli stessi appassionati partecipanti al progetto di casa comune di questi mesi, disposti in modo costruttivo a provare a sciogliere i nodi politici tuttora aperti, senza ultimatum e a condizione non si snaturi un percorso tanto apprezzato da aver prodotto, “dal basso”, un documento così spontaneo di richiamo all’unità.

I firmatari sono:

Davide Bastoni
Enrico Caruso
Giuseppe Castelnuovo
Sergio Dagnino
Stefano Forlìni
Luigi Rabuffi
Michele Rizzitiello
Giovanni Toscani
Milvia Urbinati

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