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Quale futuro per l’ospedale “vecchio”? Museo, appartamenti, negozi e un “condominio assistito”

Una volta delineato il futuro della sanità piacentina, quale sarà il destino del suo presente, destinato a diventare presto passato prossimo?

Il piano di prefattibilità redatto dall’Ausl e sottoposto al vaglio dei consiglieri nella giornata di ieri parla anche di questo.

L’attuale ospedale è costituto da due blocchi, il “nucleo antico” e quello che viene ancora – per poco – definito l’ospedale nuovo.

NUCLEO ANTICO – Il nucleo antico è composto dall’ex monastero Olivetano e la parte vicina a Santa Maria di Campagna, completamente “vincolati per volumi e spazi, non potranno che essere oggetto di una progettazione congiunta con il Comune per una destinazione museale o analoga”.

Ci sono poi le “aree parzialmente vincolate solo per volume, ossia l’attuale sede della direzione generale (accesso da via Taverna, ndr) il laboratorio analisi, il padiglione della neurologia, il padiglione delle medicine e il corpo 4, per queste aree sarà opportuna una progettazione congiunta con il Comune per una riconversione residenziale di pregio o commerciale”; tra le aree “non vincolate risultano l’attuale sede di Villa Speranza e il blocco che include la camera mortuaria e che, come le aree del punto precedente, potranno essere oggetto di una riconversione residenziale di pregio o commerciale, sempre congiuntamente con il Comune”.

POLICHIRURGICO – Per quanto riguarda il polichirurgico, due sono le ipotesi: il suo riutilizzo o il suo abbattimento. Nel primo caso, potrebbe ospitare un ampio ventaglio di servizi come il punto prelievi, la casa della salute di Piacenza, i servizi del dipartimento di Sanità Pubblica, il dipartimento di cure primarie, la sede della direzione generale, i servizi amministrativi, una comunità – alloggio per i pazienti psichiatrici, ambulatori per l’esercizio della libera professione intramoenia, una foresteria per i dipendenti fuori sede e per gli studenti con il corso di laurea con sede a Piacenza, sedi dedicate a associazioni di volontariato.

L’ultimo blocco del polichirurgico potrebbe essere destinato a pazienti anziani, over 65 anni, ospitando dei posti letto per cure intermedie e un “condominio assistito”, con appartamenti destinati a anziani soli con patologie invalidanti.

L’abbattere e ricostruire a fini residenziali e economici non sarebbe sostenibile dal punto di vista economico, mentre una soluzione potrebbe essere demolire l’edificio e realizzare un parcheggio interrato a servizio del centro storico.

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