Vivere a due passi dall’attentato: “Parigi è una città blindata”  foto

Una città che cerca faticosamente di tornare alla normalità dopo giorni di terrore e angoscia. E’ la Parigi raccontata da Nicos Logothetis, giovane piacentino che da tre anni vive nella capitale francese nel quartiere di Vincennes, teatro del sequestro al supermercato kosher che è costato la vita a quattro persone

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Una città che cerca faticosamente di tornare alla normalità dopo giorni di terrore e angoscia. E’ la Parigi raccontata da Nicos Logothetis, giovane di Piacenza che da tre anni vive nella capitale francese con la compagna Sabrina, anche lei piacentina, e il loro bimbo di appena quattro mesi.

Nicos, 31 anni, lavora come cuoco in un ristorante italiano e abita nel quartiere di Vincennes, teatro del sequestro al supermercato kosher che è costato la vita a quattro persone.

Era a Piacenza quando televisioni e siti di tutto il mondo hanno trasmesso le immagini dell’assalto alla redazione di Charlie Hebdo e poi del drammatico blitz al market: “La paura è stata tantissima – racconta – anche perchè, in particolare nei primi momenti, non capivamo bene cosa stesse accadendo. Siamo rientrati a Parigi sabato scorso e abbiamo trovato una città blindata con agenti ovunque: per percorrere poche centinaia di metri in auto abbiamo impiegato quasi due ore”.

Un messaggio di forte unione è arrivato dalla grande manifestazione che domenica ha visto scendere lungo le strade della capitale due milioni di persone per la libertà di espressione e per dire no al terrorismo: “Una folla mai vista – racconta il giovane piacentino – famiglie e persone con storie diverse tutte insieme per dare un segnale di pace”.

Oggi la città prova a ripartire: “La vita è ripresa – spiega Nicos – anche se si respira un’aria strana, la si percepisce incrociando gli sguardi delle persone in strada, in metropolitana o nei luoghi pubblici: in giro si vedono tanti agenti e molti sono i posti presidiati”. Tornare alla normalità non sarà semplice: “Nelle ultime ore stanno arrivando continue segnalazioni di pacchi sospetti e basta che in un mercato una cassetta cada a terra per provocare agitazione”.

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