“Internet traccia la tua vita online e i tuoi interessi” foto

A Piacenza appuntamento alla scuola media "Calvino", dove il sovrintendente Pietro Vincini, responsabile della Polizia Postale di Piacenza, ha tenuto un incontro coi ragazzi per spiegare i pericoli che si celano dietro l'utilizzo di Internet e delle piattaforme social. Tra i rischi a cui giovani (e non) sono esposti tutti i giorni, Vincini ha elencato malware, phishing, cyberbullismo, addescamento/molestie e divulgazione di foto e video inappropriati.

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La Polizia di Stato, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca con Una vita da social, incontra oggi, 9 febbraio, 60mila studenti italiani sul tema del cyberbullismo.

Piacenza appuntamento alla scuola media “Calvino”, dove il sovrintendente Pietro Vincini, responsabile della Polizia Postale di Piacenza, ha tenuto un incontro coi ragazzi per spiegare i pericoli che si celano dietro l’utilizzo di Internet e delle piattaforme social. Tra i rischi a cui giovani (e non) sono esposti tutti i giorni, Vincini ha elencato malware, phishing, cyberbullismo, addescamento/molestie e divulgazione di foto e video inappropriati.
 
Ad aprire l’incontro, uno dei venti che si sono già tenuti nelle scuole medie e nel biennio delle superiori della città, le parole dell’assessore alle politiche giovanili Giulia Piroli: ” Giornate come queste sono molto importanti, perché il bullismo soffoca l’autoironia e crea un muro d’odio tra le persone. Fondamentale deve essere anche il ruolo degli adulti, impegnati a trovare un dialogo coi ragazzi che non è sempre facile” – e ancora- ” Come amministrazione investiamo molto sul disagio giovanile per evitare di sfociare poi in situazioni irreparabili”. 

Tra gli argomenti trattati negli incontri con le scuole, la Polizia Postale e delle Comunicazioni propone uno sguardo sulle normative della privacy di Facebook, sulla capacità di Google di tener traccia della nostra vita online e sulle tecniche di addescamento più comuni per mano di hacker e malintenzionati. Per mettere in guardia i ragazzi, la polizia ha evidenziato la straordinaria capacità di Internet di memorizzare tutto ciò che viene pubblicato attraverso i social, oltre al tracciamento di tutte le nostre ricerche online e dei nostri interessi.

Tutto ciò che viene postato online, tra cui foto e video, seppur possa sembrarci un’operazione sicura e lontano da occhi indiscreti, non nega a terzi la possibilità di salvare sul proprio dispositivo i nostri dati e le nostre foto in pochissimo tempo. La presenza dei cookies sul web lascia ancora aperta la questione sulla privacy, mentre una cattiva abitudine rimane la geolocalizzazione: dire a tutti di “trovarsi qui”, piuttosto che a casa, spiana la strada a tutti quei malviventi esperti nei furti casalinghi. La nostra vita offline, oramai, è profondamente dipendente dall’immagine che ci costruiamo online, senza renderci conto che i pericoli, soprattutto per i giovanissimi, sono sempre dietro l’angolo. 

Malware minatori in cerca di denaro e messaggi in chat da parte di sconosciuti, sono poi altri esempi di come il web possa essere sì una grande risorsa, ma anche uno strumento che necessita di conoscenze specifiche per poter essere usato in sicurezza.

 

 
CYBERBULLISMO 2015       –       Piacenza
     
  STALKING DIFFAMAZIONE
ONLINE
INGIURIE MINACCE MOLESTIE FURTO DI
IDENTITA’
DIGITALE
SUL
SOCIAL
NETWORK
DIFFUSIONE
MATERIALE
PEDO-
PORNOGRAFICO
TOTALE
CASI TRATTATI // 12 3 3 6 13 // 37
MINORI DENUNCIATI ALL’A.G. // // // // // // // //

 
Una vita da social, come ormai molti sanno, è un progetto itinerante sviluppato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Miur e cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito delle iniziative di Generazioni Connesse, che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti della Rete a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online.

L’iniziativa ha anche una sua pagina facebook unavitadasocial, nella quale vengono riportate tutte le attività e le impressioni dei giovani studenti.

L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri.

La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è assolutamente determinante.
 
Un impegno avvalorato anche dai recenti dati pubblicati da Norton Cyber Security Insights Report, sul rapporto tra giovanissimi e sicurezza online.

Dal report emerge che il 92% dei genitori italiani si è detto preoccupato della sicurezza online dei propri figli, e tre su quattro hanno dichiarato di aver preso precauzioni per proteggerli.
Le misure più utilizzate dai genitori sono state le limitazioni all’accesso ad alcuni siti web (53%) e alle informazioni che postano su di loro sui propri social network (51%), insieme a quelle che i loro figli possono condividere con le loro cerchie di amici online (47%).

Inoltre, il 42% dei genitori italiani ha dichiarato episodi di cybercrime subiti dai figli, i più frequenti dei quali sono stati il download di un virus sul loro Pc o su quello della famiglia (20%), risposte a email di phishing (9%), episodi di smishing (la variante SMS del phishing) e violazioni dei profili social (entrambe al terzo posto in classifica, con l’8% delle risposte).

In questo contesto, le maggiori preoccupazioni dei genitori riguardano per il 61% il timore che i propri figli possano dare troppe informazioni a sconosciuti, il 59% la paura che possano essere convinti con l’inganno a incontrare malintenzionati e il 53% che potrebbero subire atti di bullismo oppure molestie.

Iniziative come la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in Internet – ormai celebrata in oltre 100 paesi – sono di grande importanza perché aiutano a portare la sicurezza della rete all’attenzione di un grande numero di utenti, soprattutto adulti, che sono oggi nel nostro paese quelli meno consapevoli dell’importanza di educare i minori a un uso sicuro, consapevole e responsabile del web.
 

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