Quantcast

Emergenza idrica, tutela prodotti, Europa. Il confronto a Coldiretti foto

Il confronto tra i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo approda alla Coldiretti di Piacenza focalizzato sui temi dell’agricoltura e della difesa del territorio.

Nella sala Bertonazzi del Consorzio Provinciale gremita, si sono misurati con tre domande a testa Paola De Micheli (candidata nel plurinominale della Camera del Pd), Tommaso Foti (Fratelli d’Italia e candidato uninominale alla Camera del centrodestra), Alessandro Ghisoni (candidato al Senato per Liberi e Uguali), Elena Murelli (candidata al plurinominale del Senato per la Lega), Pietro Zoncati (candidato di Forza Nuova), assenti invece i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

Il presidente provinciale di Coldiretti Marco Crotti ha chiesto a tutti i candidati la firma al documento con le cinque richieste dell’associazione: Etichettatura per tutti i prodotti agroalimentari, istituzione del Ministero de Cibo, semplificazione amministrativa e dei controlli, trasparenza delle esportazioni agroalimentari, la legge sui reati agroalimentari sia rafforzata.

Si tratta di cinque interventi a costo zero che Coldiretti chiede di esaurire nei primi 100 giorni di Governo, che puntano a salvaguardare le imprese agricole italiane eliminando le storture della filiera e a rendendo più trasparenti i mercati e le pratiche commerciali e produttive.

In sintesi gli interventi dei candidati:

Paola De Micheli – “Quello che è stato fatto per l’agricoltura negli anni di governo fa parte di un patrimonio di credibilità dentro il quale il ruolo di Piacenza è stato fondamentale. Sul tema più sentito del momento, come la crisi idrica abbiamo stanziato 300 milioni e abbiamo inviato al Ministero delle Infrastrutture alcuni degli interventi che riguardano il territorio piacentino. Il piano idrico nazionale è la priorità assoluta per il mondo agricolo, ma dobbiamo anche proseguire nel sostegno alle filiere piacentine, per questo abbiamo avviato il progetto di una zona di marketing territoriale alla Faggiola, mettendoci dei soldi e non solo parole”.

E sulle proposte Coldiretti, ha affermato:”L’etichettatura dei prodotti l’abbiamo voluta con forza e ora va completata e sostenuta in Europa insieme al mondo agricolo per consentire a tutta la filiera di avere il pieno riconoscimento economico”. “Abbiamo già realizzato a Expo 2015 il primo embrione ministero del Cibo e anche Piacenza è un modello. Occorre perseguire un equilibrio fra buoni controlli e qualità dei prodotti perché questa è una garanzia prima di tutto per gli agricoltori”.

“Per fare buoni accordi internazionali dobbiamo essere consapevoli della nostra forza come sistema Italia, servono regole certe e la capacità di imporre agli altri la reciprocità con il rispetto della tranciabilità dei prodotti. Undici miliardi di più di export del settore agroalimentare negli ultimi anni sono un valore che dobbiamo far ricadere meglio sui produttori. Occorre garantire la selettività degli interventi finanziari della Pac (politica agricola). Sul Fisco parlano i fatti noi abbiamo abbassato le tasse per gli agricoltori di un miliardo, abbiamo avuto il coraggio di avviare una discussione col mondo agricola per la semplificazione su Agea”.

Tommaso Foti – “Sull’emergenza idrica il centrodestra ha fatto cose concrete quando governava in Provincia, inserendo nel piano idrico provinciale i progetti di piccoli invasi e anche della nuova diga. Sul deflusso minimo vitale dobbiamo cercare di modificare il sistema di calcolo, ma spesso la classe politica regionale ha una dimostrato sudditanza rispetto a quella direttiva. La legge sulla montagna regionale non è mai uscita e non si tutelano a sufficienza gli agricoltori dagli ungulati”.

“Oggi l’Europa è diventata un peso, un ente che si preoccupa più della burocrazia che di risolvere i problemi. Si vuole mantenere uno Stato pesante per mantenere i burocrati, invece dobbiamo ampliare l’utilizzo delle autocertificazioni e affidare allo Stato solo il compito di accertare eventuali irregolarità. Sulla trasparenza dell’export si può adottare la vostra richiesta come legge”.

“La pressione fiscale con questo governo – ha sostenuto – è cresciuta e fino al 12 di agosto ogni contribuente italiano lavora per lo Stato. E’ una situazione inaccettabile che riguarda vari settori dell’economia, non solo quello agricolo. Sui trattati internazionali bisogna essere chiari, l’accordo Ceta (l’accordo di scambio tra Europa e Canada ndr)è stato approvato dal Parlamento e la regione Emilia Romagna ha respinto la richiesta di moratoria, invece il centrodestra ha votato a Piacenza in consiglio comunale contro il Ceta. Introdurre i dazi oggi sarebbe una follia, ma non possiamo andare in Europa con il cappello in mano”.

Alessandro Ghisoni – “I vostri cinque punti sono i punti del buonsenso. C’è un problema di burocrazia e di appesantimenti delle procedure da risolvere. É anche il momento di creare un ministero nuovo che assuma anche competenze ambientali. Il controllo sulla qualità dei prodotti lo chiedono i consumatori per avere certezza su quello che si consuma. Anche il tema del segreto delle importazioni va affrontato con le regole e con la trasparenza, come accade in tutti gli altri settori economici. Non possiamo prescindere dall’Europa, ma occorre puntare su una classe dirigente più preparata, perché contiamo poco su tantissimi temi nel contesto continentale”.

Elena Murelli – “L’approccio europeo all’agricoltura con l’invasione di prodotti dai paesi esteri ha danneggiato l’economia italiana, è una politica sbagliata che la Lega contrasta. Serve una riforma della Pac (politica agricola) con una gestione più nazionale delle risorse, con il finanziamento delle aree rurali. La tracciabilità degli alimenti è un elemento fondamentale per il settore, il mercato italiano deve essere riconosciuto per la sua qualità. Anche noi siamo a favore per un Ministero del Cibo è sul segreto delle importazioni siamo a favore di un’apertura per evitare di essere danneggiati. Gli accordi internazionali non possono sminuire i prodotti nazionali”.

Pietro Zoncati  – “I problemi dell’agricoltura sono rimasti irrisolti a causa delle mancate promesse. Con l’uscita dall’euro possiamo riportare la piena sovranità monetaria ed economica anche in agricoltura. Oggi noi siamo servi dell’Europa invece noi siamo per restituire il lavoro agli italiani respingendo le importazioni. Abbiamo sbagliato a mettere al volante dell’auto Italia un incompetente”.

I CANDIDATI PIACENTINI SOTTOSCRIVONO IL MANIFESTO POLITICO COLDIRETTI – La nota stampa

Piena adesione anche alla raccolta firme #Stopcibofalso: in cinque giorni raccolte 300 firme nel Piacentino

Sala Bertonazzi del Palazzo dell’Agricoltura gremita da soci e dirigenti di Coldiretti Piacenza per l’incontro di questa mattina, venerdì 23 febbraio, con alcuni dei candidati piacentini alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, che hanno sottoscritto il Manifesto politico dell’associazione e la raccolta firme #Stopcibofalso. Al confronto hanno preso parte (in ordine alfabetico): Paola De Micheli, candidata della lista proporzionale alla Camera per il Partito Democratico; Tommaso Foti, candidato al collegio uninominale della Camera per la coalizione di centrodestra; Alessandro Ghisoni, candidato al collegio uninominale del Senato per Liberi e Uguali; Elena Murelli, candidata della lista proporzionale alla Camera per la Lega e Giovanni Pietro Zoncati, candidato al collegio uninominale del Senato nella lista Italia agli Italiani. Era stato invitato anche il Movimento 5 Stelle, i cui esponenti non hanno partecipato all’incontro.

A dare il benvenuto ai presenti è stato il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi, mentre il presidente Marco Crotti ha formulato tre domande per chiedere ai candidati gli obiettivi delle politiche in agricoltura a livello provinciale, nazionale e comunitario. Ciascuno dei politici, moderati da Alessandra Lucchini, ha avuto per ogni domanda e per l’appello finale al voto un tempo massimo di tre minuti.

Da parte di tutti è arrivato il pieno appoggio al Manifesto politico di Coldiretti sottoposto loro dal presidente Crotti. Il Manifesto prevede cinque punti da realizzare a costo zero nei primi 100 giorni del Governo che verrà, vale a dire:

– L’ etichettatura obbligatoria con indicazione dell’origine della materia prima su tutti i prodotti alimentari;

– L’istituzione di un Ministero del Cibo per garantire un’unica regia normativa;

– Processi di semplificazione burocratica e attività di controllo coordinata;

– Via al segreto sulle importazioni di prodotti agroalimentari;

– La legge sui reati agroalimentari.

Tutti e cinque i candidati piacentini hanno anche sottoscritto la raccolta firme #Stopcibofalso, la grande mobilitazione popolare di Coldiretti nei confronti dell’Unione Europea per fermare i fake a tavola e difendere l’agricoltura italiana, bloccando le speculazioni. La raccolta di firme –avviata anche a Piacenza con già circa 300 adesioni nei primi cinque giorni- è rivolta al Presidente del Parlamento Europeo e può essere sottoscritta anche on line accedendo al sito internet stopcibofalso.coldiretti.it.

Ai candidati piacentini sono state evidenziate le criticità dell’agricoltura piacentina, in particolare la necessità di interventi per fronteggiare la siccità e i problemi legati ai danni provocati dalla fauna selvatica.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.