Tesla: nuovi accordi tra Elon Musk e il governo di Pechino

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A soli pochi anni di distanza dall’interesse dimostrato dalla Cina per il mercato delle auto elettriche, si conclude un nuovo accordo tra Elon Musk, CEO di Tesla, e il governo di Pechino. Solo qualche settimana fa, infatti, l’imprenditore naturalizzato statunitense avrebbe concluso il suo viaggio a Pechino con un importante riconoscimento: il -10% sul tasso delle auto prodotte in Cina, con conseguenti vantaggi per le aziende impegnate nella realizzazione di auto con nuove fonti di energia, tra cui la stessa Tesla. A beneficiare dei vantaggi, dunque, saranno anche la Model S, la Model X e la Model 3. Quello tra Tesla e il governo di Pechino sembra dunque essere stato amore a prima vista, tanto da aver spinto molti rivenditori di seconda mano ad affermare di non volere altre auto elettriche all’infuori di Tesla. Che ripercussioni potrebbero avere tali decisioni per la Cina? Quali i vantaggi per Elon Musk e per il mercato delle sue auto?

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Tesla in Cina: un grande passo in avanti per l’economia

Sembra essere ormai indiscusso il grande valore di Tesla nel panorama economico mondiale: quando si parla di Tesla, infatti, non si può fare a meno di pensare a concetti come quelli di innovazione, potenza, tecnologia. Dopo il successo iniziale dell’auto sportiva Roadster, è con il Modello S che la casa automobilistica si è guadagnata l’attenzione del settore dell’energia pulita, dei mercati internazionali e dei singoli. Con un valore attuale di circa 245 dollari, infatti, sono tanti gli investitori a scegliere di comprare le azioni di Tesla, e tanti i Paesi a cercare la sua cooperazione, dalla Cina all’Europa orientale. È proprio in quest’ottica che sarebbe stata intrapresa la recente partnership tra Elon Musk e la Cina, Paese in cui le vendite di auto Tesla si sarebbero triplicate dal 2016 ad oggi, arrivando a superare il miliardo di dollari. La scelta di Pechino sarebbe stata dettata da un motivo duplice: da un lato, sembrano essere gli stessi cittadini a soffrire dell’altissimo livello di inquinamento del Paese e a richiedere di conseguenza mezzi basati sull’energia pulita; dall’altro, è il governo di Pechino a riconoscere l’importanza strategica del mercato delle auto elettriche, tanto da volerne incentivare la produzione locale e gli acquisti. L’interesse dimostrato da parte della Cina sarebbe arrivato a tal punto da generare una vendita di circa 283.000 mila esemplari all’anno, pari al 40% delle vendite globali. La domanda di Tesla in Cina avrebbe raggiunto una quota talmente alta ormai, da mettere persino in difficoltà i produttori. Un successo, quello di Tesla, senza precedenti.

Le conseguenze sul mercato delle auto di prima e seconda mano

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Guardando con maggiore attenzione alle conseguenze che Tesla potrebbe implicare per l’economia cinese, però, un campanello d’allarme potrebbe essere rappresentato dalla sua influenza sul mercato delle auto di prima e seconda mano. Attualmente, infatti, in Cina una Tesla usata avrebbe addirittura più valore di un’auto nuova: nello specifico, il valore residuo di una Tesla, ovvero il suo valore a distanza di un anno, sarebbe nettamente maggiore del valore di qualsiasi auto disponibile sul mercato delle auto elettriche. In un momento in cui gli acquirenti cinesi sono alla ricerca della qualità, rappresentata nell’immaginario collettivo da Tesla, ciò potrebbe rappresentare alla lunga un elemento non troppo positivo per l’economia cinese, che ha cominciato a dedicarsi alla produzione di auto basate su energia pulita solo da pochi anni. In particolare, dolorose potrebbero essere le conseguenze per le imprese nazionali impegnate nel settore automobilistico come SAIC Motor, la terza tra i cinque più grandi produttori di automobili in Cina; o ancora, per tutti coloro impegnati nella produzione di auto di prima mano, che potrebbero veder perdere la loro attrattiva sui potenziali clienti proprio a causa della maggiore richiesta di Tesla usate, nonostante il prezzo. Al momento, ad esempio, un Modello S di tre anni e con circa 38.000 chilometri avrebbe in Cina un valore di 475.000 yuan, a fronte di un modello cinese, il SUV Song di BYD, dal valore di quasi 120.000 yuan.

Il rapporto di cooperazione recentemente inaugurato da Elon Musk e il governo di Pechino presenta sicuramente molto potenziale, tanto per la Cina quanto per la casa automobilistica di Tesla. I vantaggi potrebbero essere numerosi per entrambe le parti coinvolte, eppure, come per ogni buon investimento che si rispetti, i rischi potrebbero essere sempre dietro l’angolo.

 

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