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Due sconfitte e la pausa, ora ricaricare e qualche rinforzo

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Anche rivista a bocce ferme la sconfitta con la Pro Vercelli fa davvero male, ma, in fondo, non è così sorprendente ed in parte poteva essere prevedibile.

Anche la 4° sconfitta casalinga (su 5) è in parte spiegabile con la costruzione tattica della squadra di Franzini molto ben organizzata per il gioco di rimessa dove gli esterni hanno un’importanza fondamentale.

Questo tipo di gioco si sposa felicemente nelle gare in trasferta quando, normalmente, sono le squadre di casa a dover fare il risultato e quindi avere atteggiamenti offensivi. Il contrario si verifica nelle gare casalinghe con le avversarie che normalmente non concedono spazi aspettando l’occasione per colpire preferibilmente in contropiede. Sei gol su 7 incassati nelle 4 partite perse in casa sono maturate in questo modo.

Seconda considerazione. Le vittorie e le sconfitte non dipendono mai da un singolo giocatore, ma ci sono giocatori che per il loro ruolo tattico, sono più importanti di altri. Sestu è uno di questi e la sua assenza nelle ultime due partite si è fatta particolarmente sentire.

Terza considerazione. La Pro Vercelli non è uno squadrone ma è certamente un ottimo organico con interessante individualità e con un impianto di gioco solido e collaudato. Si era attrezzata per fare la serie B, invece, per le noti vicende federali, ai trova in serie C. Contro un tal avversario si può anche perdere, specie la sorte non ti è vicina in alcune circostanze.

Infine altre due considerazioni. Da qualche tempo la squadra accusa una certa stanchezza. Talvolta i ragazzi la mascherano con la loro generosità agonistica che li porta a dare anche di più di quello che hanno, ma la lucidità spesso tradisce le loro intenzioni e si commettono troppi errori di misura. In questo modo è difficile segnare e si rischia di pagare a caro prezzo (come è avvenuto recentemente) gli errori difensivi.

Infine resta il problema dell’attaccante. Da Pesenti ci si aspettava di più, da Fedato ci si attendeva una crescita che è tardata ad avvenire, da Romero non si può pretendere di più ma non è bomber da area.

Ed allora benedetta venga questa sosta che dovrà permettere di ricaricare le pile e qualche operazione di mercato. Ottenuti questi due obiettivi il Piacenza di Franzini potrà riprendere la marcia spedita dell’alta classifica.

I tifosi, dal canto loro, non devono avere eccessive pretese. La società dei fratelli Gatti ha sempre operato bene e continuerà a farlo. Franzini sa fare ottimamente il suo mestiere ed i ragazzi sono eccezionalmente seri ed impegnati a dare il meglio.

La concorrenza, però, quest’anno è particolarmente agguerrita ed ambiziosa e le potenzialità del Piacenza non sono ancora da leader del campionato. Dai tifosi potrebbe arrivare quell’aiuto e quel valore aggiunto, spesso alla base delle imprese.

Luigi Carini

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